Benevento

La Procura ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta, al gip Flavio Cusani il compito di decidere se debba essere così o se invece, come ha proposto una compagnia assicurativa, vada disposta l'imputazione coatta per le dieci persone, di Montesarchio e Bonea, tirate in ballo da un'indagine della Squadra mobile sui risarcimenti sborsati dalla Rocca dei Rettori – centinaia di migliaia di euro – per la 'montagna' di incidenti lamentati lungo le strade provinciali. I fatti, sui quali incombe ormai la scure della prescrizione, vanno fino al 2010 e raccontano, secondo gli investigatori, le presunte disavventure nelle quali sarebbero incappati tantissimi automobilisti.

Da Airola a San Bartolomeo in Galdo, passando per Sant'Agata dei Goti, Montesarchio, Dugenta, Vitulano, Amorosi, Guardia Sanframondi e Cerreto Sannita. Sono solo alcune delle zone diventate teatro dei problemi provocati alle vetture e ai loro occupanti dalle buche aperte nel manto stradale della viabilità provinciale. Danni a mezzi e persone, la Provincia chiamata a rimborsali sulla scorta delle iniziative avviate da alcuni legali. Un copione ripetuto praticamente all'infinito, le vittime che d'incanto si trasformano, successivamente, in testimoni di altri sinistri.

Un gioco delle parti andato avanti per un bel pezzo con risultati positivi per gli interessati, che aveva inevitabilmente richiamato l'attenzione dell'Ente. Che, attraverso un suo dirigente, aveva presentato una denuncia alla fine del 2010. Tantissime, troppe, le istanze di risarcimento pur in presenza di una situazione che all'epoca risentiva senz'altro della mancata manutenzione delle arterie. Altissimo il numero delle vetture rimaste intrappolate nelle voragini create dall'incuria. A bordo, in più casi, interi nuclei familiari per i quali quella brutta esperienza non sarebbe rimasta isolata.

Insomma, falsi incidenti. Ideati per spillare soldi pubblici. Uno scenario al centro di un'attività investigativa sulla quale la Procura ritiene debba però essere scritta la parola fine, anche alla luce dell'effettiva assenza di manutenzione lungo quei tratti. Troppe buche, un rally più che un viaggio. Per la gioia di quanti ne hanno approfittato.

Questa mattina la camera di consiglio convocata dopo l'opposizione della Cattolica assicurazione (rappresentata dall'avvocato Mario Tuccillo, garantiva la Provincia sui risarcimenti) alla richiesta di archiviazione del Pm, nelle prossime ore la pronuncia del giudice sugli indagati, difesi, tra gli altri, dagli avvocati Claudio Barbato, Massimiliano Cornacchione e Antonio Lonardo.

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