Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

«E' intollerabile che un sindaco come Paolo Foti e due Assessori (Ai Lavori Pubblici, Costantino Preziosi, e all’Istruzione, Bruno Gambardella) non abbiano la sensibilità di restituire una scuola come l'Enrico Cocchia alla città. Condannano ottocento alunni, con professori e personale scolastico, a mendicare di sede in sede». Non usa mezzi termini, Nicola Giordano, per spiegare lo stato d'animo di professori e genitori degli alunni dell'Enrico Cocchia. Oggi riuniti nella sede di Valle per decidere cosa fare. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video. Grazie a Massimiliano Vietri per il prezioso supporto nelle riprese)

L'atmosfera è tesissima. C'è chi, fra i professori, ha suggerito di annullare gli esami (che inizieranno lunedì prossimo): possibilità poi rientrata. Ma i margini di dialogo con l'amministrazione comunale sono ridotti al minimo: sarà incaricato un avvocato che dovrà rappresentare proprio gli interessi di genitori e alunni.

E c'è l'ipotesi che venga consegnata in Procura una denuncia, a carico di Paolo Foti, per presunta omissione in atti d'ufficio. Qualora non arrivi la firma necessaria al documento di agibilità che riguarda la Cocchia. O, comunque, una risposta dell'amministrazione: sulle possibili alternative.

«L’amministrazione – spiega Giordano - non riesce a uscire da questa situazione: il certificato di agibilità andava rilasciato dal Comune a inizio maggio. Un’autocertificazione, fra l'altro. Hanno deciso di optare per una nuova istanza di dissequestro: ma non hanno mai messo insieme le carte chieste dalla Procura. E il sindaco non ci ha mai ricevuto. Se non torneremo nella vecchia sede: quale futuro ci aspetta? Che ne sarà del materiale ancora a scuola?».

Il Gip ha richiesto un'autocertificazione agli uffici comunali. Ma, con il posto di dirigente ai Lavori Pubblici vacante, nessuno ha ancora deciso di firmare.

«Considerato che non sono state trasferite le deleghe del dirigente rimosso, dovrebbe firmare il sindaco. Ma viene da pensare che ormai non abbia né la forza né il coraggio di amministrare. Neppure per garantire diritti sacrosanti e ordinari: come quello all'istruzione. Il primo cittadino è ormai preda delle sue paure. Abbandonato da chi lo circonda».

«I rappresentanti dei genitori – continua Giordano - sono stati più volte messi alla porta dagli uffici comunali. Lui, come l'Assessore ai Lavori Pubblici e quello all'Istruzione, stanno giocando col futuro di ottocento studenti».

La paura di genitori e professori è che il prossimo anno sia pieno di preoccupazioni e disagi come quello attuale. Con gli studenti dislocati su tre sedi, il servizio navette che funziona a singhiozzo.

«Ma il tempo delle parole è finito. Ora Foti deve una risposta a noi e, soprattutto, ai nostri figli».

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