Benevento

L'acquisizione dei mezzi di prova indicati dalle parti, con l'esclusione di un cd con un servizio del Tg5, poi l'incarico a due periti, Stefania Cantone e Maurizio Vella. La prima dovrà trascrivere il contenuto di alcune intercettazioni telefoniche e delle conversazioni registrate per oltre 50 ore da Felice Pisapia; l'altro avrà invece il compito di individuare la data di creazione dei files depositati dall'ex direttore amministrativo dell'Asl e di verificarne la genuinità, stabilendo se abbiano eventualmente subito manipolazioni.

Sono le decisioni adottate dal Tribunale nel processo – la prossima udienza è in programma l'11 gennaio 2018- a carico delle sette persone coinvolte nel filone politico dell'inchiesta sull'Asl, condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria. Nell'elenco degli imputati figurano, oltre a Pisapia (avvocati Vincenzo Regardi e Claudio Botti), Michele Rossi (avvocato Roberto Prozzo), Gelsomino Ventucci (avvocati Paolo Abbate ed Emilio Perugini), all'epoca direttori generale e sanitario, Arnaldo Falato (avvocato Mario Verrusio), ex responsabile budgeting dell'Asl, la parlamentare Nunzia De Girolamo (avvocati Domenico Di Terlizzi e Giandomenico Caiazza, sostituiti dal collega Angelo Leone), Luigi Barone (avvocati Gaetano Coccoli e Vincenzo Sguera), Giacomo Papa (avvocati Salvatore Verrillo e Carlo Di Casola), collaboratori della De Girolamo, e il sindaco di Airola Michele Napoletano (avvocato Luigi Supino).

Come più volte ricordato, nel mirino degli inquirenti sono finite alcune vicende emerse dalle registrazioni di Pisapia: il trasferimento di un dirigente e di alcune strutture sanitarie, la presunta pretesa sulla nomina di un primario, il bar del Fatebenefratelli, le sedi Saut, le somme per i medici di cui sarebbe stata tentata la non compensazione. Storie racchiuse in accuse - alcune erano state formalizzate dopo l'imputazione coatta ordinata nell'aprile 2016 dal gip Cusani- che vanno, a vario titolo, dall'associazione per delinquere, alla concussione (anche tentata) alle minacce e alla turbata libertà degli incanti; dal falso all'abuso d'ufficio (anche tentato) e all'offerta di un'utilità per ottenere il voto elettorale.

Nel processo sono parti civili la Sanit (avvocato Natale Polimeni), Giovanni De Masi e Antonio Clemente, due dirigenti Asl rappresentati dall'avvocato Giovannina Piccoli, il Fatebenefratelli (con l'avvocato Gerardo Orlando) e l'Asl (avvocato Annamaria Ziccardi).

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