Le dichiarazioni di Lotito lasciano molto riflettere. E’ chiaro, nella gestione di una squadra di Serie B bisogna evitare il più possibile sprechi e ottimizzare le relative spese. “Entrate e uscite devono andare di pari passo, abbiamo un monte ingaggi importante e ci sono giocatori che hanno reso meno rispetto alle attese", le parole del co-patron della Salernitana. Evidente il riferimento ad alcun calciatori che sono stati forse supervalutati o che, comunque, per una serie di circostanze non si sono espressi secondo le aspettative. Uno di questi è Raffaele Schiavi, difensore centrale classe ’86, con contratto in scadenza giugno 2018. 17 presenze nel campionato appena terminato, addirittura 8 (con una rete) se si guarda il torneo 2015-16. Esageratamente poche, indipendentemente da infortuni, rispetto a un giocatore pagato circa 270mila euro. I contratti vanno rispettati e nessuno sarebbe disposto a rinunciarvi.
Con il calciatore, forse, andava già in passato, raggiunta un’intesa, magari sulla rescissione con una cospicua buonuscita. Schiavi come qualità non si discute, però è uno di quelli che a Salerno, come dicevamo, non ha reso secondo le aspettative. Su di lui ci sono state in passato squadre come Novara, Venezia e Parma, giusto per fare qualche nome. A scoraggiare tutte, l’ingaggio del calciatore. Anche in questi casi la società dovrebbe tenere presente (e pagare) l’errore di valutazione. Se non si vuole ricorrere all’ipotesi rescissione, rifiutata dal calciatore se non a lui conveniente, allora si faccia il sacrificio di sopportare l’onere della compartecipazione all’ingaggio, come fa buona parte delle squadre quando un calciatore non fa più parte di un progetto. Meglio pagare la metà dandogli la possibilità di giocare altrove, piuttosto che utilizzarlo poco (come è avvenuto negli ultimi due anni) o addirittura mandarlo in tribuna e pagarlo per intero. Anche questo è risparmio.
Maurizio Grillo