Benevento

Un sistema di tornelli che riguardi tutti i settori dello stadio, attraverso uno schema matematico che comporta una moltiplicazione di strutture all'aumentare della capienza desiderata, maggiore sicurezza (barriere antipanico ed antiscivolamento) e vie di fuga sugli spalti, ogni settore da allestire con sedili numerati per singolo sopettatore.

Ma anche distanze da rispettare con il terreno di gioco, lunghezza e capienza delle panchine, gabiotti isolati per la realizzazione dell'impiantistica utile alle sperimentazione della moviola in campo, che andrà predisposta a favore del quarto uomo e dell'arbitro (in campo a loro richiesta).

Prima della promozione in serie A, lo stadio Vigorito deve superare una serie di esami non da poco. E' su tutto questo che l'ingegnereCarlo Longhi, delegato della Commissione impianti sportivi della Federazione italiana gioco calcio, ha tenuti impegnati per tutta la mattinata tecnici della società del Benevento Calcio, rappresentanti dell'amministrazione comunale, presente il delegato allo sport Enzo Lauro, ed altre figure istituzionali chiamati a sovrintendere a questo tipo di operazione.

L'obiettivo è superare quota sedicimila spettatori per puntare a quella più appetibile dei ventimila. Ma le aspirazioni si scontrano con l'esigua disponibilità di tempo a disposizione e lo storico arcano su chi debba impegnare fondi. Lo stadio Ciro Vigorito è di proprietà del Comune.

Dovrebbe essere palazzo Mosti ad intervenire per evitare imbarazzanti richieste di "anticipazione" sempre e soltanto alla società di calcio, che ha abbondantemente "dato" in questi lunghi anni di gestione dell'impianto di contrada Santa Colomba. Ma, a quanto si apprende, la soluzione di utilizzare i fondi delle Universiadi (un milione e 100mila euro) non è percorribile. A questo punto, qualcuno azzarda l'intervento risolutore di uno sponsor, magari da tirare fuori dal cilindro di conoscenze di cui Mastella dice di essere circondato.

Federico Festa