Napoli

 

di Siep

Un meccanismo biologico la cui inibizione porta al blocco della crescita delle cellule tumorali. E’ la grandissima scoperta compiuta all’interno dei laboratori Tigem di Pozzuoli.

La scoperta si basa sui lisosomi, elementi cellulari, atti a dare fondo alle energie residue del corpo. Questo meccanismo porterebbe alla replicazione delle cellule tumorali, in particolari tumori come il melanoma e quelli che colpiscono il rene e il pancreas.

 A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori italiani, guidati da Andrea Ballabio direttore dell'Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Napoli e Professore Ordinario di Genetica Medica all'Università Federico II di Napoli, in collaborazione con ricercatori dell'Istituto Europeo di Oncologia.

Il lavoro, i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista Science, Il lavoro è stato reso possibile grazie al finanziamento di Fondazione Telethon, al quale si è aggiunto un contributo dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc).I ricercatori hanno scoperto che un meccanismo biologico legato a particolari organelli cellulari, i lisosomi, svolge un ruolo chiave nella crescita - fuori controllo - dei tumori (melanoma, pancreas e rene). Il nuovo studio, che porta la firma come primo autore di Chiara Di Malta, borsista nel laboratorio di Ballabio, dimostra che se questo meccanismo si inceppa è in grado di promuovere la crescita tumorale.

E' stata illustrata questa mattina nella sede dell’istituto Tigem. Hanno partecipato il presidente Andrea Bellabio, Francesca Pasinelli, direttore generale di Fondazione Telethon, Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania e Chiara Di Malta, giovane ricercatrice Tigem autrice della scoperta.

 

È una delle scoperte più importanti in campo oncologico mai avvenute prima, ed è tutta napoletana.
 
«La comprensione di questo meccanismo biologico alla base di patologie importanti come quelle tumorali è il primo passo per poter pensare di disegnare delle alternative terapeutiche valide. Il nostro impegno da ora è quello di comprendere tutti gli aspetti di tale meccanismo sviluppando uno studio che ci consenta di arrivare a delle valide terapie per questo tipo di tumori» afferma la giovane Chiara Di Malta, originaria di Capua.

La scoperta si basa sullo studio dei lisosomi, piccoli organelli che si trovano all’interno delle cellule, coinvolti in un ampio gruppo di malattie genetiche rare. Partendo proprio da queste ricerche gli scienziati del Tigem hanno confermato che i lisosomi funzionano come dei veri e propri termovalorizzatori, ricavando energia da molecole che ormai non servono più. Questo meccanismo è molto importante quando il corpo, in assenza di cibo o in una situazione di esercizio fisico prolungato, ha bisogno di dar fondo alle riserve di energia interne. Quando invece si è in presenza di cibo, questo meccanismo viene bloccato in maniera automatica dal corpo. Lo studio dimostra che proprio l’inceppamento di tale meccanismo porta alla replicazione e alla crescita delle cellule tumorali, come nel caso dei melanomi e dei tumori del rene e del pancreas. I ricercatori del Tigem hanno quindi dimostrato che l’inibizione di questo meccanismo blocca la crescita tumorale, suggerendo così una nuova strategia per la terapia dei tumori. 

«Il percorso che ha portato a questa scoperta è stato piuttosto lungo, iniziato già nel 2009 in una prima fase che era stata descritta anche in quel caso sulle pagine di Science – ha commentato Andrea Ballabio, direttore del Tigem – Un successo che conferma che è possibile fare una ricerca di eccellenza indipendentemente dalla latitudine e che, seguendo modelli virtuosi come quello di Fondazione Telethon, dal Sud può arrivare una spinta importante al progresso scientifico».

La Regione finanzierà tali studi. «E' una ricerca che merita tutto il sostegno finanziario. Ci siamo ritrovati sulla stessa scelta compiuta dalla Regione quando un anno fa ha deciso di investire 100 milioni di euro sulla ricerca contro il cancro. E' evidente che anche Tigem parteciperà a questi bandi che siamo preparando», afferma Vincenzo De Luca.

Una scoperta frutto dell’eccellenza della ricerca scientifica del Tigem di Napoli, primo istituto creato da Fondazione Telethon nel 1994 e che dal 2014 ha una nuova casa, l’ex “area Olivetti”. Al Tigem lavorano, sotto la guida di Andrea Ballabio, 16 gruppi di ricerca per un totale di 161 persone. Qualità della ricerca confermata anche dalla capacità dell’Istituto di attrarre prestigiosi finanziamenti internazionali, assegnati in base proprio al criterio dell’eccellenza scientifica. Un fiore all’occhiello non solo per la regione Campania, ma un modello da replicare anche nazionale.

“I risultati raggiunti dal Tigem di Napoli confermano l’efficacia del modello di gestione del finanziamento della scienza proprio di Fondazione Telethon e l’efficienza di una ricerca scientifica basata sull’’eccellenza italiana – ha dichiarato in conferenza stampa Francesca Pasinelli, Direttore Generale di Fondazione Telethon – Questo studio è la dimostrazione ulteriore che la ricerca sulle malattie genetiche rare non è di interesse esclusivo di chi ne è direttamente colpito, ma riguarda la collettività poiché rappresenta un banco di prova importante per scoprire meccanismi biologici fondamentali e la messa a punto di strategie terapeutiche innovative come la terapia genica”.