Resta ancora avvolto nel mistero l'inseguimento della Mercedes nera nel centro storico di Salerno. Una delle persone a bordo è stata identificata, si tratta di Gennaro Caracciolo. Non uno qualunque. Nipote di Raffaele Fortunato è considerato elemento noto negli ambienti della criminalità salernitana. Nell'aprile dello scorso anno è rimasto anche vittima di un avvertimento: gli venne esploso alle gambe un colpo di pistola. Niente di grave. Chi ha sparato voleva solo lanciare un segnale.
Le indagini non hanno poi chiarito le dinamiche che hanno portato a quell'attentato.
Come restano del tutto oscure le motivazioni di una rocambolesca fuga che ha seminato il panico nel centro storico della città.
A bordo della Mercedes, oltre a Caracciolo, c'erano infatti altre due persone. Che restano ignote. Il pregiudicato di Matierno non ha dichiarato nulla ai carabinieri.
Alla vista delle forze dell'ordine, il conducente della berlina ha forzato il posto di blocco. Dopo aver percorso a folle velocità via Roma, la vettura ha svoltato all'altezza di Santa Lucia, nei vicoli del centro storico. Rischiando ripetutamente di travolgere i passanti. I carabinieri avrebbero esploso un colpo di pistola (ma la notizia non è stata confermata). Per intimare l'alt, o anche – si suppone – per invitare i pedoni a lasciare libero il transito ed evitare di essere investiti.
Gli investigatori stanno ora visionando i video catturati dalle telecamere installate in alcune zone del centro. Anche per capire se le altre due persone a bordo della Mercedes siano scese dalla vettura, e quando.
Non si riesce a capire il perché della fuga. O i due nascondevano qualcosa. O – l'altra ipotesi – non potevano rischiare di farsi identificare dai carabinieri.