"La passione dei salernitani è un qualcosa di meraviglioso, c'è un senso di appartenenza unico e ne siamo veramente orgogliosi: è un fenomeno che andrebbe studiato dal punto di vista sociologico" ha detto in una recente intervista Marco Mezzaroma, "Sono fiero di rappresentare una società gloriosa come questa: quando giro l'Italia in tantissimi si rivolgono a me dicendo "Forza Salernitana" e questo sta a significare che c'è un amore viscerale della gente per la maglia e per la città" ?ha aggiunto il cognato Claudio Lotito che, al netto di qualche polemica di troppo, ha sempre riconosciuto potenzialità enormi a una tifoseria che, quando vuole, può spostare davvero gli equilibri. Oggi la Salernitana compie 98 anni e, nella storia, i tifosi hanno rappresentato il "minimo comune multiplo". quella componente in grado di fare la differenza e che ha accompagnato il cavalluccio marino nelle vittorie e nelle sconfitte, passando dall'Olimpico di Roma al Comunale di Genzano con lo stesso entusiasmo e con l'unico obiettivo di spingere il pallone nella porta avversaria. Perchè per un salernitano, la Salernitana non è una semplice squadra di calcio, ma un motivo di vita che spinge a rinunciare al fine settimana con la famiglia, al mettere da parte i soldi per i biglietti, a girare l'Italia sotto l'acqua e la neve, a commuoversi semplicemente per un allenamento.
"La storia siamo noi" recita una famosa canzone e tutti, ascoltandone le parole, pensano immediatamente alla curva Sud, al Vestuti gremito nonostante i 25 anni di fila in serie C, all'Arechi che è stato teatro di partite indimenticabili e che ha costituito il cosiddetto dodicesimo uomo in campo facendo tremare le gambe a tutti i top club italiani. La festa è tutta loro, di quegli innamorati a prescindere che oggi, con le lacrime agli occhi e immenso amore, scenderanno per le strade cittadine in nome di una fede e di un sentimento autentico, viscerale, che nel tempo si è rinforzato nonostante l'onta dei due fallimenti e della ripartenza dalla D senza segni distintivi. Stavolta ci saranno davvero tutti: ultras, club organizzati, tifosi con i capelli bianchi, nuove generazioni, famiglie, la provincia, tutti coloro che vivono la passione sportiva non solo la domenica sugli spalti, ma quotidianamente e con enormi sacrifici.
E in questa storia ci sono anche le innumerevoli coreografie di una curva unica- e molto copiata- in Italia. Dai 10 piani di morbidezza che stesero il Napoli al "Grande prato verde dove nascono speranze", senza dimenticare "Scene da Oscar", i Baci Perugina, i "Ricordi che affondano perchè emergono i nostri sogni", la Dura Legge del gol, gli sfottò ai "cugini" avellinesi e il ricordo del Siberiano e dei 4 angeli granata nel giorno della festa promozione col Poggibonsi. Proprio il Siberiano, insieme a Ciccio Rocco, quella curva l'ha resa invincibile e invidiata, con gli anni Novanta che hanno rappresentato forse il momento più bello del variegato mondo del tifo granata. Oggi sono cambiate tante cose, ma la passioen resta sempre la stessa e la tifoseria sarà sempre il valore aggiunto: si godano la festa, la storia sono loro!
Gaetano Ferraiuolo