Salerno

Si sono chiuse le indagini sulla morte di Alessandro Landi, 36 anni, salernitano, avvenuta  nella notte di santo Stefano nel carcere di Fuorni. La causa della morte è stata individuata in un tamponamento cardiaco causato dalla rottura dell'aorta ascendente. Secondo gli inquirenti, Alessandro si sarebbe potuto salvare se fosse stato ricoverato in ospedale dove si sarebbe arrivati ad una diagnosi corretta.

La pensa così il sostituto procuratore Elena Cosentino, che ha notificato l'avviso di conclusioni delle indagini ai due medici di guardia, G.B. 33Enne di Battipaglia e N.C. 33Enne di Pagani: L'ipotesi di reato è omicidio colposo, prospettata per una presunta omissione: non aver diposto il ricovero del paziente, rispedendolo in cella nonostante avesse dei dolori fortissimi al petto.

Per il magistrato le scelte dei medici impedirono al detenuto di salvarsi. Ora a carico dei sanitari potrebbe arrivare la richiesta di rinvio a giudizio. Alessandro Landi, che aveva una moglie e un figlio di 11 anni, era in carcere in seguito al blitz “Italo” dell'Antimafia. Era stato trovato senza vita alle 3, per lui non c'era più nulla da fare, inutile ogni tentativo di rianimarlo.

Redazione Salerno