Salerno

Quale città d'Italia, per un "semplice" anniversario, porta in piazza quasi 700 persone trasformando le strade cittadine in una succursale della curva Sud? Salerno, quando vuole, è capace di questo ed altro e anche ieri si è vissuta una giornata intensa, emozionante, ricca di passione. Finalmente tutti uniti sotto un'unica bandiera a prescindere da mercato, classifiche, obiettivi, prese di posizioni e spaccature: contava solamente portare in trionfo la Salernitana, la missione può dirsi pienamente compiuta. Bandiere sui balconi, drappi granata ovunque, messaggi social di ex calciatori, provincia partecipe come sempre, ultras e tifoseria organizzata a cantare e ballare per starda in un clima di grande armonia, una sorta di messaggio anche a una società che, pur tenendo sott'occhio il bilancio, non può e non deve togliere alla sua gente la voglia di sognare in un futuro migliore e in un campionato consono alle potenzialità di una curva che, sovente, le partite le ha vinte da sola.

Chi si aspettava cori all'indirizzo di Lotito e Mezzaroma dopo le parole dei giorni scorsi è rimasto deluso: la gente, il popolo, i salernitani hanno cantato soltanto per la maglia, per i simboli, per la storia, per l'ideale chiamato Salernitana. Il resto verrà in secondo piano e appartiene ai social o a quelle persone che legano la presenza sugli spalti all'acquisto ad effetto, all'iniziativa promozionale o alla gara di cartello. Chi , invece, ieri rivendicava il proprio amore e l'innato senso di appartenenza costituirà il valore aggiunto dal ritiro fino all'ultimo minuto dell'ultima partita: perchè dodicesimo uomo in campo lo si è 365 giorni all'anno, non solo nei derby con l'Avellino...

Gaetano Ferraiuolo