Nel corso dello speciale realizzato da Sky per celebrare il Benevento, non sono mancate le dichiarazioni del presidente Vigorito. Il massimo dirigente del sodalizio giallorosso è partito da lontano, raccontando le varie vicissitudini che l'hanno portato nel mondo del calcio: "E' stata una cosa molto casuale. Ero nel Sannio per una conferenza con le scolareste sulle energie rinnovabili e in Provincia mi presentarono le difficoltà che stava vivendo il Benevento, chiedendomi di dare una mano come imprenditore del posto. Non fu amore a prima vista, lo ammetto. Mio fratello mi diceva nell'orecchio "fai finta di non sentire". Feci una piccola donazione e mi andava più che bene. Qualche mese dopo ci riprovarono. Onestamente se non fosse stato per Ciro non l'avrei mai fatto perché era un suo sogno. All'inizio ero un presidente mecenate perché chi metteva le basi di questo fenomeno Benevento era mio fratello e ancora oggi molte cose che ha impostato funzionano molto bene. Le mie, invece, un pò meno. Se dovessi pensare di tornare subito in B non iscriverei la squadra al campionato di serie A. Retrocedere può succedere, ma lotteremo per evitarlo".
Con tanta emozione, il presidente Vigorito ha anche spiegato le ragioni di quella "storica" corsa fatta dopo il triplice fischio di Benevento - Carpi: "C'erano undici anni in quella corsa. A ottobre mio padre venne allo stadio e in quell'occasione gli promisi che gli avrei fatto fare il calcio d'inizio della partita finale perché ero sicuro della promozione in serie A. Quella corsa era per loro...".