Il servizio di 696 sull'adeguamento dello stadio Vigorito di Benevento alle prescrizioni per la Serie A.
Quando circolano troppe versioni di un fatto, a farne le spese è la verità. Sullo stadio Ciro Vigorito di Benevento in troppi si stanno affrettando ad annunciare soluzioni che nella realtà non ci sono. E si confondono le problematiche, che sono due e ben differenti: le prescrizioni federali, quelle sulle quali si è soffermato l'ingegnere Longhi nel corso della sua prima visita, e l'aumento della capienza, che lega l'intervento a valutazioni in tema di sicurezza, coinvolgendo soprattutto la Prefettura.
I fondi delle Universiadi, ad esempio, saranno impegnati per la capienza (che dovrebbe raggiungere almeno i 20mila spettatori) o dovranno assolvere ad esigenze di viabilità ed accoglienza?
Alla disponibilità teorica ed ai proclami che fruttano facili titoli di giornali, dovrebbero seguire impegni precisi e ben delineati: il comune dovrebbe impegnarsi prima di ogni cosa con una scelta politica riguardo lo stadio. Tre le strade possibili: garantire sempre la manutenzione, puntare su una concessione pluriennale o vendere l'impianto.
Una volta decisa la linea da seguire, il resto viene facile. La presa di contatto diretta tra il presidente del Benevento calcio, avvocato Oreste Vigorito ed il governatore della Campania, De Luca, grazie alla fattiva mediazione del consigliere regionale del Pd Mortaruolo, rientra in quella operazione verità che occorre al club giallorosso per comprendere da chi verrà un aiuto e di chi, al contrario, non ci si potrà fidare.
Nel giro di 48 ore tutto sarà più chiaro ma ci sono dei passi importanti da compiere. Quella di domani sarà una giornata cruciale per comprendere chi fa cosa.