"Resto a Salerno se la società farà un progetto per vincere. Credo sia arrivato il momento di puntare alla serie A" dichiarò Massimo Coda subito dopo la partita contro l'Avellino, ultima all'Arechi con la maglia granata. Poco più di un mese dopo, la proprietà ha deciso di cederlo addirittura per una cifra inferiore a quella inizialmente richiesta e ritenuta soltanto la base di partenza, per di più senza contropartite tecniche. Non ci vuole certo un sillogismo di aristotelica memoria per capire che questa scelta rappresenta la conferma della volontà di vivere una stagione di assestamento, nulla di più. Certo, le sorprese sono sempre dietro l'angolo e non è detto che spendere di meno e puntare sui giovani significhi lottare esclusivamente per non retrocedere, ma quando inizi un'annata tardando l'ufficialità di un allenatore e cedendo il calciatore più forte della rosa è inevitabile fare una profonda riflessione.
Dopo aver dato tantissimo in termini di entusiasmo ed economici, Salerno a oggi si aspettava parole e atteggiamenti di ben altro spessore, in nome di quel famoso progetto triennale di cui tutti avevano apertamente parlato in questi primi due campionati di serie B. Oggi, invece, le uniche indicazioni parlano di ridimensionamento, buchi da coprire, giocatori in lista di sbarco, budget inferiore al passato e un Lotito impegnato su tanti fronti e che ancora non ha trovato il tempo per far firmare un allenatore teoricamente riconfermato da due mesi, ma che dopo due incontri con la proprietà non ha ancora messo nero su bianco. In attesa che Lotito, Mezzaroma e Fabiani facciano capire perchè la Salernitana, per una perdita fisiologica, abbia deciso di fare un passo indietro rispetto ai proclami di maggio, oggi si registra l'addio di un professionista serio e di un attaccante che ha saputo riconquistare tutti. Ben vengano le plusvalenze: tra Coda, Empereur, Gabionetta e Caccavallo la dirigenza ha portato in dote quasi 3 milioni di euro, tanta roba se si considera che sono quattro calciatori presi a parametro zero.
Se, però, l'obiettivo era alzare l'asticella, partire con la cessione di un attaccante di questo valore è un passo falso che i tifosi difficilmente potranno perdonare. A meno che non si acquisti un giocatore di pari qualità, gente che tuttavia costa e per la quale bisognerà fare un sacrificio non di poco conto. Vigorito, insomma, dimostra che, se davvero vuoi un calciatore, ti presenti dalla società di appartenenza, tiri fuori i soldi e te ne assicuri le prestazioni senza se e senza ma. Modi di fare e strategie differenti, ma la torcida granata è pronta a presentare il conto. Da un presidente che legava gli acquisti al dato della campagna abbonamenti, che spesso ha rilasciato dichiarazioni fuori luogo e che ha mandato a Salerno gran parte degli "scarti" della Primavera biancoceleste, ci si aspetta un progetto che punti al massimo. Che poi non si riesca a vincere è un altro discorso. Provarci, però, è obbligatorio. Per ora ci sono le premesse per far suonare ancora un campanello d'allarme, la speranza di tutti è che dietro le quinte sia invece già nata una grande Salernitana e che la partenza di Coda sarà l'unico, vero sacrificio di un'estate che si preannuncia bollente.
Gaetano Ferraiuolo