di Andrea Fantucchio
“Razzismo, questo è razzismo, io posso stare seduto dove mi pare!”. Urla che hanno scosso la tranquilla e soleggiata mattinata di Lungomare Trieste a Salerno. Un grido che ha attirato la nostra attenzione. Siamo poco distanti dalla discesa che porta al parcheggio di Piazza Concordia.
Due macchine dei vigili urbani parcheggiate nella zona delle panchine. Quattro agenti, tre uomini e una donna, si sono avvicinati ad un uomo di colore che continua a urlare. Al fianco dell’africano seduto su una panchina c’è anche un borsone dal quale sporge della merce.
I vigili urbani hanno invitato l’extracomunitario ad allontanarsi: non c’entra il razzismo ma le disposizioni che i caschi bianchi, coordinati dal comandante Elvira Cantarella, hanno ricevuto dall’amministrazione. Dallo scorso dicembre, lo ricorderete, è stato annunciato il pugno duro nei confronti dei venditori abusivi che stazionano da sempre sul lungomare di Salerno, sopratutto di sera.
Controlli che hanno inevitabilmente generato delle reazioni: nei mesi passati i caschi bianchi hanno dovuto fronteggiare momenti di tensione, insulti e a volte persino aggressioni fisiche.
Non è questo il caso. L’extracomunitario ha continuato ad urlare, gli agenti con pazienza l’hanno tranquillizzato. Fino a che l’uomo si è allontanato. I caschi bianchi hanno continuato il loro pattugliamento.
L’episodio di questa mattina è emblematico della situazione che si è venuta a creare dopo l’aumento dei controlli rivolti al contrasto degli abusivi. Fra i quali, a volte, è capitato di trovare anche senegalesi che appartengono alla comunità storica residente a Salerno. Nonostante la maggior parte di loro viva nel capoluogo da anni, e abbia tutti i permessi necessari per vendere, c’è anche qualche eccezione. Sono stati anche e soprattutto questi abusivi a contribuire all’inasprimento dei controlli nei confronti di tutta la comunità ormai salernitana d’adozione. Da un lato ci sono i residenti africani, arrivati qui oltre vent'anni fa, che considerano il pugno duro verso i propri fratelli come una discriminazione di tipo razziale e un abuso di potere delle autorità, dall'altro le forze dell'ordine che devono compiere il proprio dovere e spesso si trovano in situazioni non facili.
Una questione resa ancora più delicata dal momento storico che anche la Campania sta vivendo: a causa dei frequenti sbarchi di richiedenti asilo. Ora, con l’arrivo dell’estate, il fenomeno dei venditori non autorizzati torna prepotentemente d’attualità e scene come quelle di questa mattina rischiano di diventare l'ordinarietà.