Salerno

Se qualcuno pensa che le critiche a Lotito e Mezzaroma nascano dalla cessione di Coda o dallo zero nella casella degli acquisti si sbaglia di grosso, del resto la storia recente dice che i presidenti (soprattutto Lotito) sono stati beccati da una parte della tifoseria anche quando vincevano tre campionati in quattro anni mettendo in bacheca i primi due trofei della storia. Se anche un periodo così positivo sul piano dei risultati è stato accompagnato da critiche e malumori, ci sono due ipotesi: o i presidenti hanno commesso qualche sbaglio grosso o la tifoseria pecca di irriconoscenza e memoria corta. Se è vero che soprattutto sui social in tanti trascorrono le loro giornate attaccando chiunque e intonando quel ritornello "meglio ripartire dalla D con credibilità" forse dimenticando le trasferte di Boville e Budoni, è altrettanto vero che Lotito, imprenditore facoltoso e assai intelligente e lungimirante, non è mai riuscito a far breccia nel cuore di un pubblico che ha saputo portarlo in trionfo insieme alla sua famiglia regalandogli emozioni che a Roma, sotto scorta, può soltanto sognarsi.

La gente non sta polemizzando per il gusto di farlo, quanto per una serie di situazioni che negli anni scorsi passarono inosservate perchè i risultati erano positivi e contava soltanto vincere. In realtà, però, da tempo rimarchiamo la necessità di coinvolgere maggiormente la gente attraverso iniziative, operazioni promozionali e strategie precise di marketing atte a recuperare quelle nuove generazioni che stentano a innamorarsi della prima realtà calcistica cittadina. La pagina "Granatamente distinti" ha pubblicato questa mattina un pensiero assai duro ripercorrendo le fasi salienti dell'operato di Lotito a Salerno: si critica la gestione della campagna abbonamenti (già partita in altre piazze), la mancata presentazione dei nuovi acquisti o delle nuove divise, ci si sofferma su un ridimensionamento incomprensibile dopo un dodicesimo posto in un campionato mediocre aggiungendo che "la situazione è imbarazzante. Non c'è tempo per far rinnovare Bollini, poi Coda è stato venduto subito. Ci vorrebbe maggiore considerazione nei confronti di una tifoseria che merita di sognare, è necessario che i presidenti indicano una conferenza stampa per fare definitivamente chiarezza".. Riflessioni condivise da molti tifosi sul web.

Salerno, o parte della tifoseria, sta presentando il conto a Lotito dopo aver ascoltato per sei anni ironie sulla storia (dal cavalluccio a dondolo al "vi riporto in serie Z") o campagne acquisti legate al numero di abbonamenti sottoscritti senza poter assistere agli allenamenti, a una conferenza stampa, alla presentazione della squadra, a tanti piccoli progetti atti a coinvolgere il pubblico 365 giorni all'anno e non solo quando bisogna pagare il biglietto. I risultati sportivi, da soli, non sono bastati. Siamo certi che la cessione di Coda, se accompagnata da dichiarazioni e strategie diverse, sarebbe stata vista come una comprensibile operazione di mercato e una plusvalenza dalla quale ripartire per investire ancora. Messa così, invece, sa tanto di ridimensionamento e volontà di fare un passo indietro rispetto a quel progetto triennale che era stato promesso alla piazza. Una piazza che porta ogni anno 220mila persone allo stadio, 2 milioni di euro nelle casse e che, per la prima volta dal 2011 a oggi, è in credito nei confronti di Lotito e Mezzaroma.

Nessuno potrà cancellare il miracolo sportivo, nè gli enormi meriti di questi presidenti che hanno restituito a Salerno la B in 4 anni spendendo soldi senza ricavare nulla. Chi disconosce questo dandolo per scontato commette un errore gravissimo e va rimarcato che, ad oggi, nessun imprenditore nè locale nè nazionale ha chiesto informazioni per l'acquisto della Salernitana. Piaccia o no, Mezzaroma e Lotito continuano a rappresentare una garanzia almeno in termini economici, sebbene si siano fatti "frenare" da un buco totalmente fisiologico dopo due anni di errori sul mercato. Realtà più importanti di Salerno vivacchiano tra Lega Pro e serie D, occorrerebbe da parte di tutti fare un bagno di umiltà senza pretendere tutto e subito. Ora, però, anche per i presidenti è tempo di fare il salto di qualità: viceversa si dica chiaramente perchè il salto è stato fatto all'indietro.

Gaetano Ferraiuolo