Avellino

 

di Simonetta Ieppariello

Ancora nessuna certezza sulla riapertura a settembre della scuola media Enrico Cocchia. Ma intanto via i sigilli c'è il dissequestro del Plesso di via Tuoro Cappuccini. Ad annunciarlo l'assessore Preziosi. I sigilli erano stati apposti lo scorso ottobre per imporre interventi urgenti di messa in sicurezza sul solaio. Ora la  nuova fase, quella della corsa contro il tempo per riaprire ufficialmente a settembre. I piccoli alunni, docenti e personale Ata sono attualmente ospitati presso la scuola Leonardo Da Vinci.

Ma l'assessore Costantino Preziosi spiega: abbiamo speso 60mila euro di interventi. Ora però non abbiamo garanzie per settembre. Una cosa è certa: non volevamo che la Cocchia facesse la fine della Dante Alighieri». Lo ha detto Preziosi nel corso della conferenza stampa convocata ad horas a Palazzo di Città.

La procura lo scorso 28 ottobre sequestrò la scuola Media Enrico Cocchia a via Tuoro Cappuccini ad Avellino. Il provvedimento arrivò dopo gli avvisi di garanzia  agli amministratori. In tutto il dramma ha coinvolto 850 studenti e poi anche docenti e personale amministrativo. Settimane di attesa fino all'individuazione della nuova sede, tra le prevedibili proteste dei genitori. Oggi l'attesa schiarita. Si punta a chiudere la partita e completare ogni cosa da farsi per poter tornare a casa.

L'ipotesi di reato avanzata lo scorso anno nei confronti dei due amministratori, fu quella di omissione in atti d'ufficio. Le indagini riguardarono la staticità dell'edifico scolastico. Le polemiche erano già iniziate  in concomitanza con l'apertura delle scuole. Alcuni genitori avevano sollecitato controlli per accertare se la struttura fosse del tutto in regola con le norme anti-sismiche.

Il tutto alla luce dei drammi accaduti da ottobre a novembre nel centro Italia. Sulla questione il comune di Avellino si era già pronunciato, ritenendo che tutto fosse in regola e in perfetta sicurezza. Una decisione che però non aveva trovato del tutto d'accordo il provveditore agli studi di Avellino, Rosa Grano, che spingeva invece per il trasferimento preventivo degli alunni presso altre sedi.

Furono settimane di attacchi diretti e trasversali delle famiglie a chi amministrava le scuole.

Alla fine, dopo i controlli dei vigili del fuoco e del tecnico della Procura, era arrivato il sequestro del terzo piano della Cocchia per un problema al sistema elettrico. Quindi la corsa contro il tempo del comune. E la successiva richiesta di dissequestro rigettata. Poi i sigilli della Procura che imponevano adeguamenti. Inderogabili e necessari.