Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Un piccolo miracolo, al nuovo vescovo di Avellino Michele Aiello, è già riuscito: spaccare l'opinione pubblica prima di insediarsi; c'è chi aspetta impaziente “la sua venuta” e chi invece crede che quanto avvenuto in queste ultime settimane sia decisamente surreale: a partire dalla città blindata. (Clicca sulla foto in alto e guarda il servizio video)

Un'attesa amplificata dai cartelloni con la gigantografia del volto di Aiello apparsi a macchia di leopardo in città e dalle misure di massima sicurezza innalzate intorno alle due piazze nelle quali passerà l'Alto prelato.

E' notizia di oggi il divieto di circolazione a piedi anche a via Nappi, via Trinità, via Casale, via Generale Cascino, via Episcopio e via Carmine.

Imposizione di fronte alla quale residenti e commercianti hanno protestato. Un giro lungo “lo stretto”: un vespaio di polemiche raccolte.

«Ci trattano come fossimo terroristi dell'Isis – commenta sarcastico un esercente – proprio oggi che potremmo avere più clienti».

«Doveva essere un giorno di festa, hanno caricato la situazione causando ansia e preoccupazione».

Va da sé che le ragioni di quanto sta accadendo non siano imputabili a una sola persona, ma sono frutto della psicosi generata dal falso attentato di Torino col conseguente innalzamento delle misure di sicurezza nell'organizzazione di tutti gli eventi di piazza e la scelta della Curia di blindarsi.

Non dovrebbero essere concesse interviste dal vescovo, salvo cambiamenti dell'ultima ora, e la diretta della prima Messa officiata da Aiello sarà offerta da una sola emittente locale. Non proprio un messaggio di distensione, inclusione e apertura. Non parliamo di grave peccato, quanto di lieve colpa: che proprio perché banale e legata alla sfera del buon senso e del buon gusto, poteva (doveva) essere evitata.

Ma ormai quel che è fatto è fatto e non ci resta che augurare un buon arrivo a Monsignor Aiello e sopratutto ai trecento uomini fra Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Municipale e volontari, che si sono fatti in quattro per accoglierlo.