È morto a Roma l'attore Paolo Villaggio. Aveva 84 anni. Da alcuni giorni era ricoverato al Policlinico Gemelli. Era nato nel 1933 nel capuoluogo ligure e dopo un'adolescenza segnata dalle ristrettezze della guerra era stato assunto come impiegato contabile alla Consider. Con lui scompare uno dei pochi veri attori comici italiani. Entrato nella cultura popolare con il personaggio del ragioniere Ugo, aveva recitato con Fellini, Olmi e Monicelli, ottenendo premi prestigiosi. Un ambiente da cui trarrà ispirazione per il suo personaggio più famoso, il ragioniere Ugo Fantozzi, protagonista di tre libri tradotti in tutto il mondo e quindi di film divenuti subito cult. Fra i primi a scoprirlo e ad incoraggiarne la carriera artistica ci fu Maurizio Costanzo, affascinato dall'amara ironia a volte anche foroce dei personaggi di Villaggio.
La figlia. «Ciao papà, ora sei di nuovo libero di volare»: con un post su facebook, poche parole ed un cuoricino, Elisabetta Villaggio saluta il papà. Il messaggio è accompagnato da una foto in bianco e nero che ritrae Paolo Villaggio da giovane insieme ai figli.
Se tanti sono gli attori “da commedia”, i comici si contano sulle dita di una mano: Totò, Franco Franchi, Villaggio appunto… Molte sono le analogie e le differenze col sommo De Curtis, in arte Totò. È vero che Villaggio non diede, al contrario di Totò, il proprio nome ai film, ma in compenso li intitolò al suo "doppio" Ugo Fantozzi, l’avatar da lui creato e interpretato in ben dieci pellicole. S’è fatto spesso riferimento a una condivisione dello stesso destino tra i due comici, che sarebbero stati ignorati a lungo da una critica sdegnosa, per essere poi “riscoperti” tardivamente.