Salerno

La Salernitana ha deciso di abbassare il tetto ingaggi, ritenuto troppo elevato, almeno per alcuni calciatori. Il presidente Marco Mezzaroma dichiarò giorni fa che nessuno è incedibile, riferendosi anche agli elementi di pregevole fattura come Rosina e compagni. Non è un mistero che calciatori come Schiavi, Zito e lo stesso Rosina che hanno un ingaggio più alto rispetto agli altri colleghi, siano quindi sulla lista dei partenti. Il problema non è tanto la qualità dei giocatori a frenare eventuali trattative, ma proprio il dover corrispondere uno stipendio almeno uguale a quello attuale. Così difficilmente andranno via e dovranno ripartire ancora una volta con la maglia granata.

Quando un calciatore non rende secondo le aspettative, se davvero ci tiene a restare con la propria squadra di appartenenza (discorso che facciamo in generale), potrebbe anche sacrificare parte del suo ingaggio, per andare incontro alle esigenze della società. E' quello che è avvenuto a Bari. L'attaccante Antonio Floro Flores di proprietà del Chievo e in prestito al Bari nel torneo appena terminato, avrebbe chiesto di tornare nella città pugliese e per favorire la trattativa sarebbe disposto anche a ridurre buona parte del suo ingaggio. Questo potrebbe essere un ottimo segnale di attaccamento alla maglia anche per qualche calciatore granata in lista di sbarco.

In tal senso il patron granata dichiarò ai nostri microfoni giorni fa: “I calciatori devono capire che avanzare determinate pretese economiche va in controtendenza con quella che è la situazione globale che stiamo vivendo. Tutti sono bravi a chiedere soldi, nessuno però a fine stagione fa un passo indietro se non ha reso in base alle aspettative”. Abbiamo riportato l'esempio di Floro Flores, ma potremmo farne degli altri anche guardando in casa nostra: Mounard, un ex particolarmente legato alla città di Salerno, Polito, Peccarisi, Montervino, Pestrin, all'epoca della gestione Lombardi e addirittura nell'ultimo anno della sua gestione i calciatori che giocarono gratis e che sfiorarono la promozione in B.

Maurizio Grillo