Benevento

Il nuovo tecnico della Primavera del Benevento conosce molto bene l'ultimo arrivato in casa giallorossa, Gaetano Letizia. I due si sono incrociati ai tempi dell'Aversa Normanna, nella stagione 2011/2012. Per Romaniello era un punto fisso della sua squadra, considerate le 37 presenze in campionato. Dopo cinque anni torneranno a far parte della stessa famiglia, quella della Strega: “E' un calciatore molto interessante. Ha grande capacità organica e una gamba importante. Tecnicamente sa giocare con entrambi i piedi. Lo utilizzavo come mezzala, posizione che gli permetteva di inserirsi tra gli spazi. E' un terzino nella difesa a quattro, ma può anche fare l'esterno di centrocampo. A Carpi l'ho visto anche come terzo di difesa. Si è costruito da solo ed è riuscito a esaudire i suoi sogni. Ha vissuto in una realtà difficile come quella di Scampia e sono molto felice per il suo ritorno in serie A. Lo merita”.

Se l'aspettava un simile exploit?

“Onestamente sì. Anche ai tempi dell'Aversa le sue qualità erano abbastanza evidenti. Andava avanti grazie a delle importanti motivazioni. Ne aveva tantissime ed era mosso da una grande forza. Anche io ci ho creduto perché lui ci credeva fortemente”.

Crede che la sua forza sia dovuta anche all'ecletticità?

“Certamente. Il calciatore universale nel calcio moderno è sempre più importante. Devi essere duttile e saper ricoprire anche più ruoli perché sono i tempi che te lo richiedono”.

C'è qualche ricordo in particolare che vi lega?

“Ne sono tantissimi. Gli voglio un bene dell'anima. Ci sentiamo sempre. E' il ragazzo che ogni allenatore vorrebbe perché si mette sempre a disposizione della causa e sicuramente saprà farsi apprezzare anche a Benevento”.

Ivan Calabrese