Benevento

Quando ha sentito l'ex moglie ribadire le condotte violente che avrebbe subito, e accusarlo anche di aver riservato a lei, che soffre di una condizione di disabilità che la costringe ad usare la sedia a rotelle, 'attenzioni sessuali' non corrisposte, ha chiesto di poter uscire dall'aula. Il giudice Loffredo, dinanzi al quale è in corso il processo a suo carico per maltrattamenti aggravati, ha acconsentito. Il tempo di varcare la porta e lui, l'imputato, ha sbottato. E' andato su tutte le furie, ha iniziato a gridare, ce l'aveva con la donna sposata anni fa.

I carabinieri in servizio al primo piano del Tribunale sono intervenuti e l'hanno accompagnato, non senza difficoltà, all'esterno del palazzo di giustizia, dove ha continuato a dare in escandescenze. Urlando e imprecando, dinanzi a decine di persone, nei confronti di un'imputazione ( e non solo) che l'uomo, residente in provincia, ritiene evidentemente infondata. E' difeso dall'avvocato Fabio Russo, gli è stata contestata in un'indagine dei carabinieri avviata dopo la denuncia della donna, parte civile con l'avvocato Cipriano Ficedolo.

L'attività investigativa diretta dal pm Miriam Lapalorcia era sfociata, un anno e mezzo fa, nell'allontanamento dell'allora indagato dalla casa familiare - la misura era poi stata revocata dal gip dopo l'interrogatorio-, peraltro già lasciata dalla malcapitata, trasferita in una struttura specializzata. Poi, il rinvio a giudizio ed il processo – proseguirà l'11 gennaio -, scandito questa mattina anche dalle deposizioni di una figlia e di un fratello dell'imputato.

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