di Andrea Fantucchio
«Ho dormito qui con la mia bancarella, ma non mi pesa, lo faccio da sempre: la mia vita sono questi libri». Il sorriso del nostro intervistato è contagioso così come la sua parlantina che si porta dietro tutte le sfumature e i colori di Napoli e Salerno. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video)
Filippo Pirone, ultracinquantenne, gira il mondo con la sua bancarella. E’ cresciuto a “pane e libri”: nato a Salerno, diventato uomo a Portici.
«Non mi sono laureato perché la vita mi ha portato altrove. Era il periodo dei moti studenteschi: non mi piaceva il sistema, amavo la lettura e mi sono costruito un' isola felice fatta di guardiani straordinari. Nietzsche, Marquez, Gibran».
Dell'uomo ideale descritto ne “Il Profeta” di Gibran, Filippo ha molti tratti distintivi: uno spirito libero che vive della sua passione. E' cittadino del mondo: abita tutti i paesi, ma non appartiene a nessun posto, se non alla nazione della fantasia e della lettura che cerca di diffondere grazie alla sua associazione, “Centro Sirio". Propone il baratto dei libri e tante attività destinate ai più giovani.
«Da quando sono ad Avellino abbiamo fatto più di cinquecento scambi, siamo un’associazione no-profit. Voglio che i ragazzi si avvicinino alla lettura: un modo per sviluppare la fantasia e allontanarti dalle cose brutte della nostra realtà. Non solo i vizi ma anche la noia: il male più grande che può farti perdere. A volte per sempre. Ma chi legge ha fantasia e chi ha fantasia non si annoia mai».
Filippo non si lascia travolgere dalla frenesia della vita quotidiana, è anche per questo che ha deciso di dedicarsi ai libri: «Internet non potrà mai sostituire la straordinarietà del testo di carta, il profumo, la sensazione tattile, anche il peso. Saprei distinguere un libro dall'altro grazie al peso: giuro, è così».