Il mercato, almeno ufficialmente, è iniziato da undici giorni, ma in casa Salernitana di ufficialità neanche l'ombra. Celere a vendere calciatori che, al contrario, potevano tornare molto utili nella prossima stagione, la società non ha ancora aggiunto alcun volto nuovo a una rosa che, ad ora, è totalmente incompleta in ogni reparto. L'unica novità è Raffaele Pucino, terzino destro di grande spessore. Anche i probabili arrivi di Pelagotti, Valentini e Signori non cambierebbero più di tanto la situazione, dal momento che partiranno per Roccaporena giocatori come Mantovani, Schiavi, Della Rocca, Zito e Joao Silva che non rientrano nei piani dell'allenatore e che saluteranno la compagnia a stretto giro di posta qualora dovessero esserci acquirenti. E' chiaro che, ogni anno, la speranza è di iniziare il lavoro estivo con una rosa quanto più completa possibile, cosa che nella gestione Lotito-Mezzaroma è accaduta molto, ma molto raramente. Se nel 2011 non fu colpa di nessuno se al raduno di Fiuggi del 6 agosto non c'era praticamente nessuno (anzi fu davvero un miracolo di Pagni e Susini quello di comporre una squadra di livello in tre settimane), nei campionati successivi è accaduto di tutto: Galderisi, nel 2012, lavorò con Zenga, Erba, la meteora Diniz, un gruppetto di giovani di cui si sono perse le tracce e una rosa totalmente diversa da quella che affrontò e vinse a mani basse la Seconda Divisione.
Nel 2013 il ritardo nell'allestimento della rosa comportò l'addio di Perrone tra le polemiche e l'arrivo di Sanderra in un contesto in cui Lotito operò con ritardo enorme per tutto il mese di luglio salvo poi calare il- presunto- tris d'assi con gli acquisti di Foggia, Volpe ed Esposito, rivelatisi poi tre autentici flop per motivi diversi. Nel 2014 le cose andarono un po' meglio, con gente come Gabionetta, Colombo e Lanzaro agli ordini di Somma già a San Vito di Cadore e qualche importante ritocco finale ad agosto su indicazione di Menichini: non a caso i risultati furono positivi, sebbene in qualche amichevole precampionato il mister sia stato costretto a far giocare finanche qualche ragazzino del posto per carenze numeriche. Problemi anche durante il mercato estivo del 2015 e del 2016, con un modus operandi sempre molto simile: qualche ritocco qua e là a luglio (gente poi ceduta pochi mesi dopo), lavoro più intenso ad agosto, quando è più facile convincere giocatori forti ad abbassare le pretese economiche.
Certo è che farsi prendere per la gola e fare tutto di fretta non aiuta nè serve, ma avere una continuità tecnica ha un senso se si parte per Roccaporena con una rosa abbastanza completa. Bollini, a oggi, dovrà invece lavorare con 6-7 giovanotti della Primavera e gente di lista di sbarco, con tanto di "alibi" pronto in caso di falsa partenza. La sensazione, però, che il lavoro dietro le quinte della dirigenza potrà comportare ufficialità a raffica a stretto giro di posta, già prima di sabato: solo in questo modo si potrà restituire serenità a un ambiente ormai abituato a sostenere un gruppo in ritiro e a ritrovarsene un altro all'Arechi 30 giorni più tardi.
Gaetano Ferraiuolo