Napoli

Nuda. La piccola salma adagiata sul sedile posteriore dell’auto in cui è stata trovata morta. Martina Mihajlovic, tre anni, serba residente nel campo rom di Scampia, è morta in circostanze sospette. Ad infittire il mistero  altri segni trovati sul corpo della piccola, particolari che spingono gli inquirenti a non escludere la pista sessuale.

Secondo una prima ricostruzione, la bambina potrebbe aver trascorso le ultime ore di vita all’interno dell’auto: si tratta di una vettura di proprietà del nonno, usata spesso come punto di appoggio da parte di altri esponenti della stessa comunità di appartenenza di Martina. Particolare, quest'ultimo, che ha spinto gli inquirenti a interrogare tutti i profili che ruotano intorno al campo rom. La vettura, durante un primo sopralluogo, non è risultata chiusa né dall'interno né dall'esterno.

Tutto è iniziato lunedì scorso, intorno alle 16.30, quando un corteo di oltre trenta persone, quasi tutte di nazionalità rom, ha accompagnato il corpo senza vita della piccola all'ospedale. Il volto della bambina aveva la bocca ancora spalancata: forse l'ultimo tentativo di prendere aria prima della morte.

Gli inquirenti hanno interrogato la madre della piccola. La donna ha fornito due versioni discordanti. In un primo momento ha parlato di una Martina in compagnia del nonno, la bambina si sarebbe poi allontanata con alcuni amichetti per giocare a nascondino. Qualcuno, poi, l'avrebbe chiusa nel bagagliaio dell'auto dove la bimba avrebbe trovato la morte. La seconda ipotesi parla invece del ritrovamento del cadavere sul sedile anteriore dell'auto. La donna ha fatto riferimento anche a una piccola ferita sulla fronte della piccola.

Le due versioni della madre non sono le uniche contraddizioni venute fuori durante gli interrogatori che hanno coinvolto anche il padre della piccola. Silenzi e tentennamenti che rendono il giallo sempre più intricato.

Ad occuparsi delle indagini è il sostituto procuratore, Anna Frasca, che coordina le operazioni sotto la supervisione del procuratore facente funzioni, Nunzio Fragliasso, e dell'aggiunto Luigi Fruzio.

Questa mattina potrebbe essere definita l’autopsia con tanto di iscrizioni di nomi nel registro degli indagati e inviti alle parti. 

Si cerca di ricostruire le ultime ore di vita della bambina, ma anche il contesto e le dinamiche sociali in cui ha trascorso la sua breve esistenza.

Oltre ai genitori, ieri sono stati ascoltati anche altri testimoni.

Tanti profili che ruotano direttamente e indirettamente intorno al campo rom. Una comunità molto estesa, i cui membri sono spesso uniti da legami di parentela, un forte sodalizio che rende molto più difficile il lavoro degli investigatori.