di Andrea Fantucchio
«Abbiamo preso uno dei piromani del Vesuvio. La situazione dell'area napoletana colpita dai roghi è preoccupante». Il comandante regionale dei Carabinieri forestali Sergio Costa, a margine dell'incontro con il ministro regionale dell'Ambiente Gian Luca Galletti, fa il punto della situazione sulle indagini che ruotano intorno ai roghi che da oltre cinque giorni stanno devastando l'area a ridosso del vulcano napoletano.
Indagini incessanti condotte dalla Procura di Torre Annunziata che ha aperto un fascicolo per incendio doloso a carico di ignoti. Il comandante non ha fornito ancora dettagli sull'identità dell'uomo catturato.
Continua lo studio delle immagini raccolte dalle telecamere. Una lavoro senza sosta quello degli inquirenti impegnati dal primo giorno per scoprire gli autori degli incendi. Non si esclude l'ipotesi che alcuni piromani abbiano agito in modo coordinato. Avrebbero utilizzato in più casi degli animali cosparsi di benzina per diffondere le fiamme.
Intanto i roghi continuano ad avvolgere tante zone a ridosso del Vesuvio. Da questa mattina sono tornati in azione i canadair. Gli effetti dell'incendio, oltre che per la vegetazione, sono devastanti anche per la salubrità dell'aria. Il direttore regionale dell'Arpac, Pietro Vasaturo, raggiunto a telefono da Ottopagine ha spiegato che, «L'innalzamento di polveri sottili i comuni a ridosso del vulcano sono preoccupanti. Come purtroppo capita ogni volta che ci sono incendi di queste proporzioni».
Fumi e polveri che hanno raggiunto anche le province di Caserta, Salerno e Avellino.
Ancora nessun dettaglio comunque sugli agenti inquinanti diffusisi in seguito al rogo. L'unica certezza riguarda il Pm10 (particolato).
Per quanto riguarda le operazioni di spegnimento, i soccorsi si stanno confrontando con una carenza di organico che denuncia l'assenza di un piano di prevenzione e poi di intervento efficaci.