di Andrea Fantucchio
Ora ci sarebbe bisogno di loro. Ma il Corpo dei forestali dello Stato è stato smembrato. La Campania come altre regioni paga dazio in quest'estate segnata dagli incendi.
Gran parte dei gruppi della Forestale sono stati sostituiti da società regionali, spesso infoltite di dirigenti, figure comunque non specializzate nel fronteggiare calamità come gli incendi.
E tanti mezzi sono nei garage o nei depositi. A partire dagli elicotteri. Impolverati per mancanza di fondi.
Una situazione paradossale resa più emblematica dagli appelli dei vigili del fuoco che tante volte hanno denunciato la carenza di personale.
Emergenza che si somma all'appello lanciato dal sindacato che più volte ha evidenziato anche una mancanza di mezzi adeguati a contrastare le calamità naturali.
Mentre si infoltisce sempre più la schiera dei precari. Insomma, anche nel campo del soccorso, la vita è dura. E non è solo una questione di stipendi, comunque irrisori rispetto alle ore di attività e i rischi corsi.
Oggi si sconta anche un ritardo delle Regioni nello stipulare convenzioni per le squadre antincedio.
Una colpa ancora più grave se si pensa al grado di rischio che un territorio verde come la Campania corre ogni estate a causa degli incendi.
Questa stagione estiva particolarmente torrida ce lo sta solo ricordando.
E così vediamo ettari di territorio andare in fumo. Ci vorranno diverse centinaia di migliaia di euro per piantare nuova vegetazione. Senza considerare gli anni che bisognerà attendere prima che il territorio, spesso contaminato da emissioni tossiche prodotte dai roghi, torni salubre.
Il risparmio garantito dal riordino del corpo dei Forestali vale davvero simili spese?
Inoltre, se proprio si voleva agire in questo senso, non era forse il caso di pensare a delle alternative valide?
Magari società regionali composte da professionisti capaci di assicurare la stessa qualità del servizio reso dal personale tagliato.
Certo, almeno stando agli anni passati, la condotta dei forestali non è stata sempre ineccepibile.
Soprattutto se si pensa ai roghi dolosi appiccati dagli stessi membri del corpo per giustificare il proprio compito. Sono svariate migliaia le condanne in questo senso.
Così come è vero che il sovrannumero di uomini fosse un problema concreto che ha fatto urlare più volte allo scandalo. Ricorderete il famoso titolo di un giornale che ironicamente spiegava come i forestali calabresi fossero molti di più dei ranger impiegati in Canada.
Eccessi, certo, che meritavano un intervento. Ma di certo più oculato di quello realizzato. Fare le cose a metà, in un campo come la prevenzione, porta spesso conseguenze drammatiche. Come quelle che stiamo purtroppo commentando in questi giorni.