Giornata frenetica in casa Bari tra ritiro e calciomercato. I biancorossi si sono svegliati due gioni fa a Bedollo prima delle riunione tecnica e l’allenamento pomeridiano. Al termine, dopo le notizie delle ufficialità di Floro Flores e Nenè, le conferenze stampa del tecnico Grosso e del neo arrivato Massimiliano Busellato, che ai microfoni dei giornalisti ha esordito così: “Ero già stato al Sud l’anno scorso e mi sono trovato bene. Bari è una grandissima piazza. Spero di essere pronto a confrontarmi con questa grande realtà. Mi metto a disposizione del mister e della società per svolgere un buon ritiro. Sarà poi il campo a decidere tutto”.
Stagione a Salerno terminata male: “A marzo mi sono stirato il flessore. Dai primi accertamenti sembrava un infortunio lieve, successivamente ho scoperto che era più grave del previsto. Mi faceva male e mi ha tenuto fuori praticamente fino a fine stagione quando poi il mister ha deciso di non schierarmi: aveva altri obiettivi, non ero pronto per sostenere certi ritmi”.
Sulle sue caratteristiche: “Sono un centrocampista di quantità. L’anno scorso ho giocato quasi sempre mezz’ala, due anni fa in un centrocampo a due. Ho sempre puntato sull’agonismo e sulla corsa. Mi piace inserirmi, ma in realtà non ho mai fatto tantissimi gol”.
Busellato ha poi continuato: “Prima di farmi male la stagione era andata piuttosto bene. Ero sempre titolare, mi sono fatto male nella mia situazione migliore. Bisogna accettarlo, sono cose che fanno parte del mondo del calcio”.
Sull’allenatore: “Grosso è un’istituzione del calcio italiano. Ha fatto vivere un sogno da bambini ai ragazzi sui 20 anni. E’ un buon maestro per noi, può darci importanti consigli, siamo a sua disposizione”.
Nuova esperienza: “Ho avuto una bella impressione dei nuovi compagni. Conoscevo già Sabelli. Ho chiamato lui e altri come Rosina che avevano già giocato a Bari. E’ stata la mia scelta primaria, ho accettato subito”.
Ed infine: “Bari l’occasione della mia carriera? Penso assolutamente sì visto che ci arrivo a 24 anni, un’età non più tanto giovane. Bari è una piazza che ti stimola tanto e ti dà l’occasione di crescere professionalmente”.
Marco Savarese