Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Che commedia il destino del teatro Gesualdo, non finiscono mai i colpi di scena. La novità – positiva per i lavoratori in attesa di stipendio – è che questa mattina si è ufficialmente insediato il nuovo commissario liquidatore, Marco Chiaiuzzi.

Per lui «La situazione del teatro non è grave», e sembra intenzionato a far tutto in tempo brevi. Ha spiegato, «Che, come previsto dalla legge, sarà data priorità nei pagamenti alle maestranze e ai creditori privilegiati».

Una ventata di speranza? Con riserva. Anche l'ex commissario liquidatore Terraciano era partito con le migliori intenzioni, salvo poi scontrarsi con le lungaggini degli uffici comunali. Difficoltà che per i beni informati lo hanno spinto a dire «adios». Anche se la motivazione formale resta l'incompatibilità delle cariche, Terraciano è pensionato e per la legge Madia non può ricoprire incarichi.

Quanto ci vorrà prima che i lavoratori siano pagati?

Il nuovo commissario liquidatore si auspica di chiudere la liquidazione per novembre o dicembre. Quindi – se tutto andrà per il meglio – in un paio di mesi se non prima le maestranze potrebbero riceverere i primi arretrati.

Novità sul comitato di gestione. Le cui nomine sono state il motivo contingente che ha costretto il sindaco alla battaglia in aula con le opposizioni, culminata nell'ennesimo abbandono della maggioranza. Il primo cittadino ha poi minacciato di dimettersi. Minacce alle quali - come accade da tre anni a questa parte – non sono poi seguiti i fatti. Foti è ancora al suo posto.

I nomi scelti per il futuro organo direttivo del teatro sono Angelo Maietta, Antonio Caputo e Rosalia Iandiorio. I primi due erano stati i nominativi indicati dal sindaco senza passare dal consiglio. Motivazione che aveva fatto imbufalire le opposizioni. Galeotto, lo avete capito, il difetto di forma.

Oggi, sempre le opposizioni, non hanno voluto indicare alcune alternativa ai tre nomi, aggiungendo che l'irregolarità riscontrata avrebbe dovuto spingere il sindaco a riflettere. E poi a dimettersi. Ma non si andrà in questa direzione.