Salerno

Si dice, una buona formazione comincia da un buon portiere. La scelta del numero uno si rivela spesso (quasi sempre) fondamentale per il successo di una squadra. Un buon portiere potrebbe dare a fine stagione almeno10 punti in più in graduatoria, che in un campionato di Serie B vorrebbe significare lasciare la zona play-out per puntare ai decisamente ai play-off.

Tornando indietro nel tempo, nel 1999-00 si partì con Ivan. La Salernitana fu costretta a rimediare dopo sei giornate con Squizzi. Successivamente si fece ricorso a Lorieri, portiere di grande affidabilità. Nel 2002-03 in porta ai granata si alternarono Botticella e Marruocco. In tanti ricorderanno la battuta a quei tempi del tecnico Zeman: “Ho due numeri 12”. In conclusione a gennaio arrivò Nigmatullin. Nel 2004-05 ancora Botticella in evidenza, questa volta con il collega Brunner. Anche in questo caso nel mercato di riparazione si fece ricorso a un ulteriore calciatore a difesa dei pali: Marco Ambrosio.

Nel 2010-11 fu la volta di Polito e Iuliano, con Caglioni che arrivò nel mercato invernale. Nel 2013-14 ancora tra i due litiganti Berardi e Iannarilli, il terzo... Gori che giunse a Salerno su indicazione di Gregucci. Poi quello che è successo lo scorso torneo è nella memoria di tutti: dopo un inizio così così di Terracciano, si fece ricorso a Gomis. Buona parte dei tifosi è pronta a giurare che, grazie anche al nuovo portiere, la Salernitana è riuscita addirittura a sfiorare l'obiettivo play-off. La storia insegna a non commettere sempre gli stessi errori.

Maurizio Grillo