Salerno

Partita per il ritiro con una rosa molto diversa da quella che affronterà il campionato, con un gruppo di giovani di belle speranze, almeno quattro calciatori in lista di sbarco e senza portiere, difensore centrale, centrocampisti di spessore e un vero bomber (senza dimenticare gli addii di Gomis, Ronaldo, Busellato, Improta, Coda e Donnarumma), la Salernitana è ufficialmente un cantiere aperto. La solita speranza di lavorare in ritiro con un organico completo almeno all'80% si è trasformata in mera utopia, anche perchè la politica della società non ha entusiasmato alcuni calciatori che hanno scelto mete- e categorie- diverse pur di scendere in campo per lottare per posizioni di vertice. Tra i motivi che stanno rinviando l'arrivo di nuovi calciatori c'è anche l'ostracismo di mister Bollini che, prima di firmare, aveva posto due condizioni: dichiarare apertamente che l'obiettivo era la salvezza e avere voce in capitolo rispetto alle operazioni in entrata.

Le cose stanno andando proprio come il tecnico desiderava: Lotito e Mezzaroma, almeno a parole, hanno fatto un passo indietro rispetto al paventato progetto triennale, il ds Fabiani si confronta con lui prima di mettere nero su bianco. Questa cosa, inevitabilmente, sta creando delle problematiche: mentre la dirigenza, a Milano, dopo 48 ore di trattativa ininterrotta chiudeva per il portiere Pelagotti e per il centrocampista Signori, Bollini, a centinaia di chilometri di distanza, bocciava entrambe le operazioni chiedendo alla proprietà di individuare altri elementi di maggiore spessore e adatti al 4-3-3 senza valutare il contraccolpo psicologico per chi, come Pelagotti, non si è sentito rispettato neanche dal punto di vista umano. Già, il 4-3-3. Muoversi in funzione di un modulo preciso è sicuramente un passo in avanti rispetto al passato, quando non sempre sono state rispettate le indicazioni dei vari allenatori (su tutti Torrente) che si sono susseguiti sulla panchina della Salernitana.

E' tempo, però, che Bollini capisca che una squadra di B non è una Primavera e che le alchimie tattiche devono essere messe in secondo piano rispetto a schemi, sistemi di gioco e situazioni sicuramente meno importanti della bravura dei singoli. L'integralismo degli allenatori ha già comportato diverse problematiche, ma al momento Lotito sta venendo incontro alle sue esigenze anche a costo di creare, indirettamente, problemi alla Salernitana. Primo esempio: Donnarumma è un patrimonio tecnico della società? E' andato via perchè non adatto al 4-3-3. Logica imporrebbe, invece, di adeguarsi alla rosa a disposizione per esaltare le caratteristiche dei giocatori bravi, al contrario "regalati" a una pari categoria dopo aver detto no un anno fa a 900mila euro puliti. 

Altra contraddizione con Minala. Ok il progetto giovani, ma dire di no a un centrocampista forte come Signori (che sarebbe diventato di proprietà) per dare spazio a un pupillo come Minala- per quanto bravo resta contrattualizzato con la Lazio- è in totale controtendenza con quanto annunciato dai patron nelle poche interviste rilasciate in queste settimane. No di Bollini anche per Cacia (tra i bomber più prolifici della storia della B, uno che era pronto a sposare il progetto anche a costo di abbassare le pretese economiche), non convince neanche Maniero (perplessità in questo caso più comprensibili, ma stiamo parlando comunque di un elemento che a Catania e Pescara segnava di continuo) e sono stati richiesti tanti elementi area Lazio che verrebbero a Salerno pensando a un futuro a tinte biancocelesti.

Di certo c'è che l'allenatore si sta assumendo una bella responsabilità e che proprietà e dirigenza stanno facendo di tutto per accontentarlo e per non fornire alibi a nessuno. Giusto così? La verità probabilmente sta nel mezzo. Se la Salernitana decide di puntare su Bollini, sa bene che il mister è un fautore del 4-3-3 e che servono giocatori con caratteristiche ben precise, possibilmente in tempi rapidi per non rendere il ritiro quasi totalmente inutile dal punto di vista tattico. Altrettanto giusto, però, ricordare che un tecnico realmente bravo (e lui in carriera ha dimostrato di esserlo) adatta le sue idee alle caratteristiche dei calciatori acquistati, dando delle indicazioni senza tuttavia porre vincoli particolari. Nella scorsa stagione la duttilità tattica è stata dimostrata, seppur a sprazzi, e questa cosa è stata apprezzata. "La squadra la allena lui ed è giusto dia delle impostazioni precise" scrive qualcuno sul web, "Bollini pensi ad allenare" ribadisce invece una parte di tifoseria che è stata dura con lui anche durante lo scorso campionato per alcune scelte obiettivamente incomprensibili. 

Gaetano Ferraiuolo