Salerno

L'incendio che questa mattina ha devastato il Forte la Carnale a Torrione, lancia l'occasione per fare il punto sulle condizioni nelle quali versa uno dei simboli di Salerno. Ancora non sono chiare le cause che hanno portato al rogo, ma subito si sono sollevate le polemiche sulla situazione nella quali versa attualmente il sito.

Occasione colta al volo dai Giovani Democratici salernitani che vedono l'incendio di oggi come “parte di una vasta strategia criminale che con angosciante regolarità colpisce il nostro territorio regionale e nazionale” ma anche “l’occasione per proporre e rilanciare delle riflessioni sulla valorizzazione e gestione della struttura”.

Una costruzione che si trova nel centro della città e gode di una vista bellissima sul lungomare cittadino, fino alla Costiera Amalfitana.

Gestito da privati in passato, è di proprietà dell’Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Salerno “da tempo associata nel commissariamento, nell’organizzazione e nei destini all’Ente provinciale per il turismo nell’ambito di una generale razionalizzazione e ottimizzazione del settore a livello nazionale e regionale -precisa Pierluigi Canoro dei Giovani Democratici -.

La prospettiva è il superamento di questo affastellamento di enti territoriali (5 EPT e 15 AAST) all’interno di una nuova cornice regionale attraverso la costituzione di una agenzia per la promozione del turismo e dei beni culturali, come previsto dalla nuova legge campana in materia, approvata nel 2014”, propongono i Giovani Democratici”.

Purtroppo la sua attuazione pare lontana dall'essere concretizzata in breve tempo. “La Regione - dopo le discutibili esperienze private del passato - sta lavorando da alcuni mesi ad un nuovo progetto di valorizzazione e gestione – continua il responsabile Cultura e Scuola della segreteria provinciale GD Salerno dei Giovani Democratici - seguito attentamente dall’amministrazione comunale.

Dovrà essere l’occasione per concedere finalmente un ruolo adeguato al Comune e mettere in campo una proposta virtuosa, rispettosa del valore storico dell’edificio ed in grado di renderlo davvero uno spazio vivo della città, attrattore turistico e contenitore culturale di spessore, con una programmazione di eventi ben pianificata e definita”.

Spazio poi anche a giovani imprenditori del settore che abbiano voglia di dare un contributo concreto alla vita della propria comunità, facendo rivivere uno dei suoi simboli.   

Sara Botte