Pur avendo ufficializzato diversi acquisti e aver virtualmente chiuso per altri giocatori ormai in procinto di raggiungere Roccaporena, la Salernitana sta incontrando numerose difficoltà in sede di mercato. Il budget messo a disposizione da Lotito e Mezzaroma per le varie trattative è decisamente più basso rispetto al passato e in queste settimane in tantissimi stanno rifiutando Salerno per motivi quasi esclusivamente economici. In attesa di capire perchè la società abbia deciso di non rispettare la promessa del progetto triennale e di rivedere completamente la programmazione in virtù di un buco in bilancio già ampiamente ripianato con la cessione di Massimo Coda al Benevento, Fabiani e Bollini sono "rassegnati" all'idea di non poter trattare con determinati calciatori e di doversi per certi aspetti quasi accontentare.
L'arrivo di Adejo è emblematico. Fosse dipeso da direttore sportivo e allenatore, probabilmente sarebbero stati sondati profili ben più interessanti e non certo giocatori reduci da una retrocessione e da un'annata tutto sommato negativa. Che poi Adejo faccia una grande stagione è l'auspicio di tutti e ne ha tutte le potenzialità. Stesso discorso per il centrocampo, con un elemento di qualità ed esperienza come Gucher che ha preferito addirittura la Lega Pro rispetto a una piazza un tempo ambitissima e che ha fatto da trampolino di lancio per tantissimi giocatori. Con queste premesse va da sè che la gestione del caso Maniero diventa assai delicata. L'attaccante ha raggiunto l'accordo con la Salernitana, c'è l'ok del Bari, l'allenatore lo accoglierebbe a braccia aperte, ma ha segnato pochissimo l'anno scorso palesando una involuzione preoccupante.
Le strade al momento sono tre: o si punta su Maniero e Roberto (e sarebbero per certi aspetti due scommesse), o si prende Maniero senza escludere a priori la possibilità di acquistare un altro attaccante di pari o valore superiore ad agosto o si depenna Maniero dalla lista dei papabili rinviando al prossimo mese la scelta per il centravanti. Del resto non si può certo pensare di sostituire un attaccante da 33 gol in due anni esclusivamente con giovani di belle speranze o giocatori stranieri che hanno bisogno di tempo per ambientarsi ed entrare in condizione.
Lo ribadiamo: sarà soltanto il campo a parlare e la Salernitana, fino a questo momento, qualche buon colpo lo ha messo a segno pur perdendo quasi tutta la buona base dalla quale bisognava ripartire. Il problema è un altro: aver puntato direttamente su calciatori non di primissima fascia dopo aver promesso alla città un campionato completamente diverso e molto più ambizioso. E' vero: in pochi avrebbero scommesso sulle promozioni di Spal e Benevento. Del resto la B insegna che le sorprese sono sempre dietro l'angolo e che non vince chi spende di più o chi punta sui grandi nomi utili soprattutto a far sottoscrivere gli abbonamenti. Ma se a Cremona investono un milione di euro per Ujkani, Croce e Gilardino ci chiediamo cos'abbia in meno questa società e questa città per non poter ambire al meglio del contentito. La speranza è che la proprietà, dopo essersi definita "da serie A" (e i numeri lo confermano) e aver bacchettato di continuo i tifosi, esca davvero allo scoperto rispondendo con chiarezza a interrogativi quanto mai doverosi.
Gaetano Ferraiuolo