Salerno

 

A distanza di due anni non ha un volto la persona che – di notte – le minacciava con un coltello pretendendo rapporti sessuali gratis. Questa è solo una parte della triste storia di Alina Ripa e Mariana Szekeres, le due prostitute rumene uccise tra il 2015 e il 2016 nella zona industriale di Salerno.

Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Salerno, De Luca, ha infatti scagionato il 37enne di Montoro, imputato per violenza sessuale aggravata e violenza privata. Dalle testimonianze raccolte dalla Procura salernitana, il giovane – a bordo della sua Alfa 146 di colore nero – si era reso responsabile di almeno tre episodi di violenza sessuale.

In un caso una delle prostitute, minacciata con un coltello, si sarebbe lanciata dall’auto in corsa per sfuggire all’aguzzino. Questa tesi è stata però smontata dall’avvocato difensore dell’imputato finito in manette nel dicembre dello scorso anno.

Il 37enne è stato condannato a 4 anni per un altro episodio, la violenza sessuale ai danni di una prostituta 62enne, ma non delle due giovani malcapitate. Per l’imputato – che era rinchiuso nel carcere di Vallo della Lucania – il giudice ha disposto gli arresti domiciliari presso la sua abitazione alla frazione di Banzano. In ogni caso, il legale ha annunciato ricorso per far cadere anche questa accusa.

Resta, nel salernitano, il mistero su chi abbia ucciso Alina e Mariana. Le attività d’indagine condotte da procura e forze dell’ordine finora non sono riuscite a stringere il cerchio sul responsabile dei duplice omicidio. L’assassino dunque è ancora libero.

Redazione Salerno