La redazione di Granatissimi.Ottopagine ha avuto il piacere di intervistare l'ex tecnico della Salernitana Vincenzo Torrente, professionista serissimo e grande conoscitore di calcio che a Salerno non è stato certo accompagnato dalla fortuna. Rimasto profondamente legato alla tifoseria (come testimonia la grande amicizia con i soci del Salerno Club, su tutti il suo legale di fiducia Andrea Criscuolo) il trainer di Cetara ha rilasciato una lunga intervista condividendo con i lettori una serie di pensieri che rappresenteranno un valido argomento di discussione. Ecco le parole di Torrente:
Mister, anzitutto ci presenti Adejo...
<<Sicuramente la Salernitana ha fatto un ottimo acquisto, in B poter disporre di centrali come Schiavi, Tuia, Bernardini e Adejo non è cosa di poco conto. E' un ragazzo che garantisce fisicità ed esperienza, molto attento nei duelli con il diretto avversario e assai difficile da saltare; deve migliorare nella fase di impostazione del gioco, ma Bollini saprà apprezzarne la sua grandissima forza di volontà e quella fame che ci mette nel lavoro quotidiano. E'un ragazzo veramente serio, un innesto di spessore per la categoria>>
Lei conosce molto bene anche Orlando...
<<Stiamo parlando di un talento, un elemento che a me piace moltissimo e che è particolarmente adatto al 4-3-3 di mister Bollini. E' bravo nell'uno contro uno, quando punta l'uomo lo salta con disinvoltura accentrandosi e calciando in porta con disinvoltura, ha enormi margini di miglioramento e Salerno può rappresentare il trampolino di lancio giusto. Deve soltanto essere più continuo nell'arco dei 90 minuti>>
L'intenzione sembra quella di puntare su due portieri giovani. Lei che ha gestito i casi Strakosha e Terracciano come giudica questa scelta in una piazza così esigente?
<<Se un portiere è davvero bravo e ha personalità, può giocare ovunque. Salerno naturalmente non è una piazza facile e al primo errore non perdona, ma allo stesso tempo ti può dare una forza incredibile. In base alla mia esperienza posso dire che Strakosha aveva dimostrato da subito di avere quelle potenzialità che gli hanno consentito di far bene anche in A con la Lazio, ma non era prontissimo sotto altri aspetti e quindi non ha reso al massimo. Si tratta di un ruolo delicato, ma la società saprà scegliere per il meglio>>
Donnarumma via tra le polemiche, eppure è stato considerato una riserva da 3 allenatori su 4. Lei che ben lo conosce che idea si è fatto di questo addio?
<<Partiamo da una premessa: è un calciatore forte e questo non può essere messo in discussione. Se si fosse adattato maggiormente alle indicazioni degli allenatori, probabilmente avrebbe giocato con maggiore continuità. Prima di Teramo non aveva problemi a scendere in campo con il 4-3-3, evidentemente dopo quell'esperienza è cambiato qualcosa, ma resto dell'avviso che potesse svolgere quel ruolo. Se le sue peculiarità non si sposavano con le idee dell'allenatore, non serviva a nessuno la sua permanenza a Salerno: è una piazza alla quale deve tanto perchè gli ha dato la possibilità di rilanciarsi, le sue precedenti avventure in B non erano state felicissime>>
Mercato. Rispetto al passato maggiori poteri all'allenatore. Giusto così?
<<Deve essere così. Soprattutto quest'anno che la Salernitana ha scelto la strada della continuità riconfermando lo stesso allenatore. Un tecnico deve avere tempo e modo per esprimere le proprie idee, se decidi di tenere Bollini sai bene che è un amante del 4-3-3 e che per questo modulo servono determinate caratteristiche tecnico-tattiche nei vari giocatori che acquisti>>
Si aspettava che la società ridimensionasse le ambizioni?
<<Se dopo Pucino, Adejo e Ricci dovessero arrivare anche i calciatori che stanno trattando, altro che ridimensionamento! E poi bisogna riconoscere che la società è stata chiara, trasparente e rispettosa con il pubblico: hanno detto quello che pensano, a questa piazza serve soprattutto sincerità. A mio avviso la tifoseria deve tenersi stretti Lotito e Mezzaroma: non so quando, forse nell'anno del centenario, ma porteranno la Salernitana in serie A. Sono due ambiziosi per natura, fanno bene a non sbilanciarsi a parole: nel calcio e nella vita contano i fatti, da questo punto di vista credo vadano ringraziati. Poi non mi sembra che nel 1997 la Salernitana di Rossi fosse partita per vincere il campionato e con grandissimi nomi in organico...>>
Il tecnico: "In A nell'anno del centenario"
Cosa manca a Salerno per puntare stabilmente alla serie A?
<<La tifoseria è magnifica, è davvero il dodicesimo uomo in campo e ho avuto modo di apprezzarne anche in prima persona quelle potenzialità che già conoscevo. Salerno dovrebbe stare sempre in serie A, ma se ciò è accaduto solo due volte in 100 anni significa che bisogna fare una riflessione a 360° e con grande umiltà e intelligenza. Non è possibile che dopo un pareggio in casa si chiede immediatamente l'esonero di un allenatore o l'allontanamento di 20 giocatori. Anche la stampa dovrebbe fare la sua parte: durante la mia esperienza, tanto per fare un esempio, si è parlato tutto l'anno del battibecco tra Sciaudone e Pestrin, cose di campo trasformate in un caso. Anche chi fa informazione dovrebbe analizzare gli aspetti tecnici con obiettività senza rincorrere inutili pettegolezzi e lasciando lavorare chi nel calcio opera da anni e ne ha le competenze. L'equilibrio non deve mancare mai: arrivano i giovani e si chiede il grande nome, arriva il grande nome e si dice che la Salernitana prende gente a fine carriera. La crescita deve essere complessiva, con quel pubblico basta davvero pochissimo per creare un ambiente invincibile: a quel punto l'Arechi garantirebbe tantissimi punti in più in classifica>>
Cosa ricorda della sua esperienza a Salerno?
<<Anche in questo caso ho potuto notare in prima persona che l'ambiente è poco equilibrato. Vi faccio un esempio: mi massacravano perchè facevo giocare Massimo Coda, nel girone di ritorno ha segnato tanti gol anche grazie ai miei allenamenti. Prima era "il cavajuolo", oggi tutti lo rimpiangono. Quanto a Sciaudone, lo abbiamo detto prima: è uno dei centrocampisti più forti della B, per tanti motivi non è riuscito ad esprimersi. Vi assicuro che non ho rancore nei confronti di nessuno, è stata un'esperienza formativa: certo, sono dispiaciuto perchè ci tenevo tantissimo a far bene nella mia città, ma resto un tifoso della Salernitana. Non dimenticherò mai la vittoria all'esordio sull'Avellino>>
Cosa non ha funzionato?
<<Alcune cose non sono andate per il verso giusto, a un allenatore bisogna dare il tempo necessario per esprimersi. Mi sono ritrovato per due mesi e mezzo senza 5 centrali difensivi, sono cose che paghi. Alcune gare le abbiamo fatte bene, in altre siamo stati meno bravi: sono dispiaciuto per come sia andata a finire>>
Anche a Vicenza non ha avuto molta fortuna...
<<In un mese non si potevano fare miracoli, ma ho accettato perchè Vicenza è una grande piazza. Partimmo bene, pareggiando a Benevento e vincendo nettamente col Novara. La sconfitta di Verona ci ha tagliato le gambe e psicologicamente è stata una batosta. Era difficile rialzarsi. Il mio futuro? Studio, mi aggiorno e cerco l'occasione giusta per ripartire. Da tifoso ovviamente seguirò sempre la Salernitana>>
Gaetano Ferraiuolo