Benevento

La Uil Avellino Benevento ritiene che bisogna sterilizzare il prossimo adeguamento all’aspettativa di vita per l’accesso alla pensione previsto per il 2019.

Questo legame con il conseguente aumento dell’età di pensionamento, introdotto dal ministro Sacconi, aveva un senso nel 2009, ma dopo i provvedimenti Monti-Fornero, che hanno in pratica elevato l’accesso alla pensione di circa 6 anni, abolendo il sistema delle quote e accelerando bruscamente l’allineamento dell’età prevista per le donne a quelle degli uomini, è divenuto una vera e propria crudeltà per le lavoratrici e i lavoratori.

Il congelamento dell’adeguamento ha un preciso fondamento se confrontato con quanto avviene nel resto d’Europa. Infatti, negli stati Ue l’età legale media di accesso alla pensione, nel settore privato, per gli uomini è di 64 anni e 2 mesi, mentre per le donne è di 63 anni: 2 anni e 5 mesi più bassa di quella degli uomini italiani (che vanno in pensione a 66 anni e 7 mesi) e 2 anni e 7 mesi più bassa delle donne italiana (65 anni e 7 mesi).

E’ noto, poi, che nel lavoro pubblico l’accesso alla pensione di vecchiaia è fissato a 66 anni e 7 mesi, e diventerebbe di 66 anni e 11 mesi dal 1° gennaio 2019.

Inoltre, a parere della Uil, bisognerebbe interrogarsi sulle cause che portano alcuni pensionati italiani, che sono comunque un’esigua minoranza, ad andare all’estero. Difatti, sulle pensioni italiane grava la tassazione più alta d’Europa. Nel nostro Paese questa è mediamente del 21%, mentre nel resto d’Europa è al 14%. A questo va anche aggiunto che dal 2012 il blocco della rivalutazione delle pensioni ha reso ancora più difficile la vita a tanti pensionati che hanno visto ridotto il proprio potere d’acquisto.

“Invece di reclamare altre ristrettezze previdenziali capziose – dichiara Fioravante Bosco Uil Avellino Benevento -, il Governo e il Parlamento dovrebbero affrontare i temi del taglio delle tasse e della rivalutazione delle pensioni”.

Redazione Bn