Ha sostenuto di aver ricevuto una promessa che aveva accettato perchè aveva disperatamente bisogno di soldi: avrebbe incassato 200 euro se avesse portato a termine la 'missione' che gli era stata affidata: incendiare quell'auto.
Ma quando gli è stato chiesto di indicare il mandante del gesto, ha preferito trincerasi nel silenzio. Giustificandolo con la paura di possibili ritorsioni. Quella evidentemente nutrita da Massimo Cinelli, il 30enne di Airola, già noto alle forze dell'ordine, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Montesarchio, che lo avevano bloccato mentre era pronto, dopo aver scalato il cancello di un'abitazione in via Carracciano, a lanciare una molotov, di cui si era liberato quando aveva visto i militari, contro una Mitsubishi parcheggiata in giardino.
Assistito dall'avvocato Mariacarmela Fucci, Canelli ha offerto questa mattina al gip Flavio Cusani, in carcere, la sua ricostruzione dei fatti. Assumendosi ogni responsabilità per l'episodio di alcune notti fa, ma negando ogni coinvolgimento nei tanti altri registrati dalle cronache nella cittadina caudina. Ha richiamato l'attenzione su una difficile condizione economica – questa la sua tesi – che lo aveva indotto a dire sì a quella offerta che gli avrebbe consentito, a 'risultato raggiunto', di avere a disposizione un po' di soldi per mangiare.
Ha spiegato di aver fatto tutto da solo: dall'acquisto della benzina alla preparazione della molotov che avrebbe dovuto scatenare le fiamme. Mai divampate, per fortuna. Ma ha anche escluso di aver agito in altre circostanze. Era all''esordio', in precedenza – ha aggiunto- non aveva mai fatto alcunchè di simile.
Parole con le quali ha provato ad allontanare da sé ogni sospetto in relazione ad intimidazioni e roghi che in questi mesi hanno costellato le notti airolane. Al termine dell'udienza di convalida, il giudice ha confermato la custodia in carcere per l'indagato, così come chiesto dal pm Maria Gabriella Di Lauro.
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