Salerno

Nel 2017, a Salerno, succede anche che a un giovane originario del Mali, sbarcato in Italia due anni fa, dopo aver trascorso il periodo prestabilito prima in una casa di accoglienza e poi in una struttura del Servizio richiedenti asilo e rifugiati, venga negata una casa, o una semplice stanza, in affitto, pur essendo lui in possesso di una regolare busta paga. E’ quanto è accaduto a Omar, nome di fantasia utilizzato per proteggere l’identità del ragazzo vittima di una singolare e quanto mai retrograda  forma di discriminazione nella sua ricerca di un alloggio,  un 19enne che da settimane ormai è alla disperata ricerca di un domicilio dove poter iniziare la sua vita da maggiorenne finalmente indipendente.

La storia

Omar era arrivato a Salerno a fine 2015 come uno dei tanti minori non accompagnati che sbarcano dalle navi cariche di migranti che attraccano nei porti Italiani. Aveva 17 anni, era solo ma aveva tanta voglia di integrarsi nel tessuto sociale e lavorativo della città che gli aveva regalato una nuova vita. E così ha deciso di seguire pedissequamente il percorso che porta gli stranieri alla regolarizzazione, l’ha ottenuta e qualche settimana fa ha anche superato l’esame di licenza media. Nel frattempo ha effettuato un tirocinio presso una struttura portuale cittadina che, visto il suo impegno e la sua serietà, gli ha recentemente proposto un regolare contratto che partirà a breve.

La casa negata

Avrebbe, quindi, tutte le carte in regola per poter ambire all’indipendenza totale, quella che solo le chiavi di una casa ti possono regalare, la tua casa. Ma a Salerno trovare qualcuno che sia disposto ad affittare una casa, o anche una stanza, a un ragazzo nero, nonostante abbia ottime referenze,  sembra un’impresa impossibile.

L'appello su Facebook

“Ma si può nel 2017 sentirsi rifiutare un appuntamento per vedere una stanza perché "accettano solo italiani"! Magari me lo aspetterei da un'anziana signora, e manco sarebbe giustificato, ma da un ragazzo! Ma che tristezza... uscite dalle vostre barriere mentali che vi rendono schiavi e soprattutto non vi fanno vivere bene!”, questo lo sfogo che l’operatrice che sta accompagnando Omar nel suo pellegrinaggio tra proprietari di casa razzisti e agenzie immobiliari piene di pregiudizi, ha affidato a Facebook per denunciare una vicenda che ha davvero dell’incredibile, se si pensa alla multiculturalità che ormai arricchisce ogni Paese che si possa definire civile. E che invece a Salerno, nella turistica e accogliente Salerno, viene vista come uno spauracchio che si aggira nei quartieri.

Fiorella Loffredo