Salerno

Una Salernitana dai due volti pareggia per 2-2 contro la Sambenedettese e strappa applausi ai 25 irriducibili presenti al "Riviera delle Palme" per assistere alla prima amichevole di un certo livello di questa lunga estate. I granata hanno pagato a caro prezzo un secondo tempo giocato a ritmi decisamente più blandi, logica conseguenza dei numerosi cambi operati dall'allenatore e della presenza in campo di tanti giovani ancora non prontissimi e di qualche giocatore- vedi Adejo- in evidente ritardo di condizione. Senza Bernardini, Perico, Joao Silva, Alex, Orlando, Cojocaru, Kadi, Mantovani e, naturalmente, Signorelli (atteso per domani in ritiro), la formazione campana è scesa in campo con una sorta di camaleontico 4-3-3 che in alcuni frangenti diventava un autentico 4-2-3-1: dinanzi ad Adamonis spazio per Pucino e Vitale sulle corsie esterne e il tandem Schiavi-Tuia al centro, in mediana Ricci e Della Rocca a supporto del terzetto formato da Zito, Rosina e Sprocati, con Roberto unica punta. Dall'altra parte chanche dal primo minuto per l'ex Troianiello (piuttosto pimpante nei primi 20 minuti)e per quel Bacinovic che ha svolto il ritiro agli ordini di Sannino un anno fa prima di essere salutato e ringraziato senza troppi rimpianti.

45 minuti da applausi

Primo tempo di ottima fattura quello disputato dalla Salernitana che, fatta eccezione per un avvio troppo soft (attento Adamonis su Sorrentino) ha sciorinato un calcio a tratti piacevole fatto di tagli, triangolazioni, manovra palla a terra, pressing alto, sovrapposizioni e inserimenti dalle retrovie. La catena di sinistra ha funzionato benissimo, con Zito, Vitale e Sprocati che hanno mandato in crisi la retroguardia ospite. Ogni qual volta il pallone arrivava dalle loro parti, Ricci era bravissimo a sovrapporsi sull'out opposto e a chiudere l'azione o con uno scarico all'indietro o con un traversone per le punte, brave a dettare il movimento senza dare punti di riferimento. Il primo gol, tuttavia, scaturisce da una giocata individuale: è Della Rocca a battere Pegorin con un tiro perfetto e imprendibile dai 16 metri. Lo show granata continua e Bollini dalla panchina sembra apprezzare: il raddoppio nasce da un'azione partita da destra, proseguita centralmente con uno scambio rapido Rosina-Roberto, perfezionata da un cross di Ricci e conclusa da Sprocati con un pregevole colpo di testa.

Nella ripresa dentro tanti giovani e quell'Adejo arrivato da pochi giorni e visibilmente in ritardo di condizione. Suo l'errore che permette alla Sambenedettese di riaprire il match con l'interessante Di Massimo, un tiro non imprendibile sul quale forse anche Adamonis (che nel complesso ha giocato bene denotando personalità e buona tecnica di base con i piedi) poteva fare qualcosina in più. Per vie centrali, con il centrocampo puntualmente in inferiorità numerica, la Salernitana ha sofferto moltissimo e ha rischiato più volte la capitolazione, arrivata puntualmente al 68': lo scatenato Damonte salta Tuia come un birillo e serve in corridoio l'accorrente Di Massimo, bravo a depositare in fondo al sacco approfittando del ritardo nella chiusura di Adejo e della lettura tardiva di Pucino che non ha fatto scattare la trappola del fuorigioco. Nei minuti finali un'occasione per parte: prima Cappiello,volenteroso, ma scarsamente lucido al momento della battuta a rete, non inquadrava lo specchio dopo un erroraccio della difesa locale, poi il neo entrato Candellori non riusciva a deviare in porta un bel traversone di Demofonti.

Promossi Della Rocca, Vitale e Ricci. Da rivedere Pucino, Rosina in crescita

A fine gara Bollini ha chiesto ai giocatori di andare sotto la curva per ringraziare i tifosi accorsi sugli spalti (a proposito, dalla Nord sono partiti cori di scherno nei confronti di Salerno, mentre la Sud ha manifestato sostegno ai gemellati del Brescia): il mister è sembrato abbastanza soddisfatto per il primo tempo, meno per gli errori che hanno contraddistinto la ripresa. Promossi: Vitale, Ricci, Della Rocca e Sprocati. Benino Rosina, Zito (impiegato anche come terzino) e lo stesso Adamonis. Da rivedere Roberto (tanti movimenti interessanti, ma ancora scarsa lucidità sotto porta) e Pucino, meno incisivo e brillante rispetto a Vitale. Nel complesso una Salernitana che sta assimilando le idee del tecnico, ma alla quale mancano ancora 2-3 tasselli per il salto di qualità.

Gaetano Ferraiuolo