Anche 12 ore al giorno di lavoro per una paga di appena 30 euro, due euro e mezzo all’ora, queste le condizioni di alcune delle persone individuate in questi giorni dalla polizia nell’ambito di una operazione contro il caporalato condotta in tutta Italia, e che ha portato a 10 arresti e 24 denunce.
Tra il 17 e il 22 luglio sono state identificate 632 persone tra datori di lavoro e dipendenti. Controllate 50 aziende in 8 regioni e 11 province. Si tratta di una seconda fase del progetto chiamato “Alto impatto – Feedom”, affidato alle Squadre Mobili di Agrigento, Forlì-Cesena, Latina, Lecce, Matera, Ragusa, Salerno, Siracusa, Taranto, Verona e Vibo Valentia, coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine.
Nel corso dell’operazione è stata accertata l’inosservanza delle norme contributivo-previdenziali e di sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché, in alcuni casi, dell’illecita attività di intermediazione tra la domanda e l’offerta, compiuta dai cosiddetti “caporali”.
In provincia di Ragusa sono stati arrestati 3 italiani, accusati di avere costretto alcuni braccianti a lavorare fino a 12 ore, retribuendoli con 30 euro al giorno. Altre 9 persone, sempre nel ragusano, sono state denunciate per lo stesso reato. In provincia di Latina sono stati arrestati 3 italiani, sempre per sfruttamento di manodopera: in questo caso i braccianti venivano costretti a vivere all’interno di container metallici in condizioni igieniche precarie.
In provincia di Matera, tre denunce e sanzioni per 14.000 euro; in quelle di Agrigento e Verona sono state infine sospese rispettivamente 2 ed 1 attività e sono state comminate contravvenzioni per 69.000 e 25.000 euro.
Considerata anche la prima fase, in totale sono state controllate 867 persone e 76 aziende (4 attività sono state sospese); sono state arrestate 10 persone e ne sono state denunciate 24. I poliziotti della squadra mobile sono stati coadiuvati dai Reparti prevenzione crimine, dai Gabinetti regionali di polizia scientifica e da uffici di altre amministrazioni, come gli Ispettorati territoriali del lavoro.
Redazione Salerno