Benevento

Una strumentalizzazione politica di chi, evidentemente, non tiene a questa città e per avvantaggiarsi distrugge quello che abbiamo faticosamente costruito in questi anni puntando su cultura e turismo.
Il sindaco Fausto Pepe e l'assessore alla Cultura del Comune di Benevento non ci stanno. Merita una conferenza convocata, ad horas, il servizio che il Tg1 ha mandato in onda, ieri sera, denunciando il degrado dell'Hortus Conclusus, il giardino ideato dall'artista Mimmo Paladino.

«Ci sono certamente azioni di manutenzione da fare, qualche lampada da riavvitare e qualche foglia caduta in più... ma non è certamente un luogo dell'oblio» ha esordito il primo cittadino Fausto Pepe. E ha aggiunto: «Siamo la città con la migliore qualità della vita in Campania e con il miglior risultato riguardo alla raccolta differenziato e in un attimo tutto è stato cancellato. Basta un minuto sul tg 1 per lasciare una terribile sensazione come questa. Abbiamo già ricevuto email di chi, dopo aver visto il servizio, vuole evitare di venire a Benevento».

E poi dito puntato sulla contraddizione che il servizio pubblico radiotelevisivo italiano ha commesso su Benevento. Ricordiamo, infatti, che solo qualche ora prima Sì viaggiare, rubrica del Tg2 aveva parlato di Benevento come una città da visitare. Luogo di cultura dai tanti tesori e molto raffinato: «E' strano che la stessa azienda, con fondi pubblici, da una parte esalta dall'altra demolisce. C'è qualcosa che non va. E andremo fino in fondo chiederò di parlare con il direttore generale perché c'è qualcuno che sbaglia e, in un caso o nell'altro, soldi pubblici sono stati buttati via»

«E' uno schiaffo a chi per questa città si impegna – ha proseguito l'assessore alla Cultura, Raffaele Del Vecchio -. Lo sforzo di pazienza, di impegno e lavoro che cominciava a dare i primi frutti è stato buttato al vento». Per Del Vecchio lo sguardo è fazioso e l'intero servizio è opera di una strumentalizzazione politica: «Una città non si racconta guardando ad un metro quadrato. In onda su Rai1, 6 milioni di persone, hanno assistito ad un minuto di palle. Dietro ci sono killer mandati da qualcuno. Ma chi poteva avere quell'interesse? Non certo amici di questa comunità che, così, distruggono il nascente flusso turistico».

Lo sguardo è sull'Hortus, dove sì, ci sono scritte dei ragazzi da cancellare (purtroppo alcune anche sulle opere di Paladino), panchine mezze rotte, e un muro, nella parte più esterna e lontana, che sta perdendo l'intonaco. Sì, insomma, c'è da migliorare qualcosa ma allo stesso modo non si può dire abbandonato. L'ultimo intervento risale all'ottobre scorso.
«Abbiamo voluto incontrarvi a poche ore da questi servizi per dimostrarvi che l'Hortus non cade certo a pezzi. Non è l'inferno che ci hanno raccontato, non é il peggiore dei mondi, non è il luogo dell'oblio».

Poi “una carrambata” come l'ha definita Del Vecchio. All'incontro ha preso parte uno degli intervistati del servizio del Tg1, Luciano Valle pronto a spiegare che all'Hortus non era mai entrato prima. «Fuori di qui ho risposto ad una generica domanda sul degrado di un'opera d'arte. Non erano certo queste le mie intenzioni. Sono arrabbiato e mortificato per come è stata usata la mia voce. So come questa città, negli ultimi anni, ha cambiato pelle e d è sempre bello mostrarla.

E allora perché questo terribile spot? Del Vecchio non esita a leggervi una mossa politica: «Le elezioni si avvicinano, certo. Ma siamo corretti. Facciamo la guerra su questioni politiche e non distruggendo quel che è stato costruito per la città».

 

Mariateresa De Lucia