«Vita mia, non troverò mai la forza di accettare quello che ti è stato fatto, non oso immaginare la tua paura e il tuo dolore. Non riuscirò mai a sopravvivere senza di te, vorrei tornare indietro nel tempo, in quel lunedì 3 luglio quando mi hai accompagnata in stazione, per fermarmi e tornare a casa con te, continuare a passare ogni singolo secondo della mia vita al tuo fianco, solo tu mi rendevi veramente felice». Con questo lungo post su Facebook Heven Grimaldi parla commossa, distrutta, dopo il ritrovamento del cadavere di Vincenzo Ruggiero, il ragazzo di 25 anni, residente a Parete assassinato da Ciro Guarente, l'ex militare oggi dipendente civile della Marina che ne ha fatto a pezzi il cadavere e l'ha murato in un garage di proprietà della famiglia a Ponticelli.
Intanto Ciro Guarente resta in silenzio in carcere. Il marinaio di 35 anni, accusato dell'omicidio ha confessato sabato mattina dirottando però le ricerche del cadavere nel mare di Licola. La decisione è stata assunta dal gip del tribunale di Napoli Nord che ha confermato il fermo emesso sabato scorso nei confronti dell'uomo. Guarente, interrogato oggi dal pm, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei suoi confronti è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato.
«La gioia di svegliarmi con te e prendermi cura di qualunque cosa ti riguardasse e proteggerti dal male, ammirarti in ogni singolo movimento e attraversare la purezza dei tuoi occhi con un solo sguardo. Godermi il tuo magico sorriso che mi ha regalato conforto in tutti questi anni anche nei momenti più bui. Ti giuro, ovunque ti trovi in questo momento, che vorrei essere stata io a morire al tuo posto. Se solo avessi potuto prevedere l'atroce crudeltà che hai dovuto vivere avrei lottato con la vita pur di salvarti. Hai sempre fatto del bene a chiunque. Ogni parola, ogni espressione o dolore non ripagherà mai la tua assenza. Ho perso la vita insieme a te, probabilmente potrò riabbracciarti presto perché ormai il mio corpo non è altro che un involucro di dolore e non posso accettare di continuare così, non passerà mai. Portami con te, ti supplico, ascolta le mie preghiere e salvami da questo strazio. Per quel poco che mi è concesso solleverò in cielo il tuo nome fino a quando non salverai la mia anima e mi terrai con te in eterno. Prometto di onorarti dinanzi al mondo intero, non esiste giustizia e nulla sarà mai degno di te, posso solo venerarti come l'angelo più bello avuto su questa terra. Eri la mia ragione di vita, solo tu puoi riconoscere il mio impegno e il mio amore. Salvami come io avrei cercato di salvare te».