Salerno

L’arrivo di Riccardo Bocalon, acquistato a titolo definitivo attraverso un investimento corposo e di grande intelligenza in prospettiva futura, colma una lacuna molto pesante nel reparto offensivo. Merito non solo di Lotito e Mezzaroma che hanno allargato i cordoni della borsa, ma anche del direttore sportivo Fabiani, abile a lavorare ai fianchi dell’Alessandria spingendo la dirigenza piemontese ad abbassare le iniziali pretese accettando un assegno da 200mila euro. Importante anche la collaborazione di Alberto Bollini, allenatore che al momento della firma aveva chiesto due cose ai patron: dichiarare pubblicamente che il reale obiettivo era la salvezza in virtù di un budget limitato (e le primissime scelte non sono arrivate, in cima alla lista dei desideri del mister c’erano i vari Provedel, Emmanuello, Maiello e Valentini) e avere voce in capitolo sulle operazioni di mercato in entrata.

La collaborazione tra le parti sta facendo nascere una Salernitana tutto sommato discreta, con tante scommesse (lo stesso Bocalon, pur avendo segnato tantissimo negli ultimi anni, dovrà confermarsi in B), qualche ottimo innesto (Ricci, Signorelli, Pucino, le riconferme di Minala e Sprocati, oggi Radunovic e Gatto), ma anche qualche punto interrogativo che ha spinto Fabiani e Bollini a chiedere alla società un ulteriore sforzo nel reparto offensivo. In attesa di valutare in maniera più concreta i portoghesi Alex e Roberto, la Salernitana, per dirla alla Bollini, è consapevole che “bisogna sostituire una coppia da 22 gol, servono certezze” e proprio per questo non esclude un colpo finale, presumibilmente dopo Ferragosto e a condizioni economiche più vantaggiose.

Quali i nomi? Difficile dirlo ora, anche perché trattative parallele non ne esistono. Di certo c’è che la pista Cacia ha perso consistenza in queste ore, Corvia non ha mai convinto, Galabinov è il classico sogno di fine estate che potrebbe restare tale, Comi, per stessa ammissione della società, non è mai stato sul taccuino del ds (almeno per ora), mentre Giannetti piace tanto, ma costa parecchio e vorrebbe giocarsi le sue carte in massima serie. Quella serie A dalla quale potrebbero scendere calciatori importanti a stretto giro di posta: non è un mistero che Benevento, Spal, Chievo e altre realtà medio-piccole cerchino bomber che facciano la differenza, a quel punto le gerarchie iniziali potrebbero essere sovvertite e qualcuno potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi Salerno. A Bergamo, per esempio, c’è sempre Guido Marilungo, uno che bomber non è mai stato, ma che suscita il gradimento dell’allenatore. Non è da escludere che alla fine possa convincersi Simone Palombi.

Gaetano Ferraiuolo