Salerno

Undicesima sfida a Salerno tra Salernitana e Alessandria, con precedenti favorevoli ai granata; il bilancio, infatti, parla di 5 vittorie per i campani 4 pareggi e soltanto due sconfitte, entrambe nello storico stadio Vestuti.  La prima in assoluto è storia del 9 ottobre 1938, quando la Salernitana indossava ancora la maglia biancoceleste e la vittoria valeva soltanto due punti. Al termine di una gara combattuta, emozionante, ma nel complesso dominata dai padroni di casa il risultato finale fu di 3-1, merito di una doppietta di Antonio Valese e del gol di Mario Bergonzini. La seconda sfida risale al torneo di massima serie 1947-48, prima volta per il cavalluccio marino tra i grandi del calcio italiano dopo la meravigliosa cavalcata dell'anno precedente; peccato che l'1-0 finale targato Merlin non consentì, a fine stagione, di festeggiare la salvezza:Salernitana e Alessandria tornarono mestamente in cadetteria tra la delusione delle rispettive tifoserie e il malumore di due piazza che avevano fame di risultati e non si aspettavano il passo all'indietro.

Le emozioni del Vestuti e la tragedia dell'alluvione

Nella stagione 48/49 la Salernitana calò il tris: terza vittoria su tre, ancora una volta per 3-1 grazie a Dandolo Flumini, Sebastiano Vaschetto e Michele Catalano. Un successo purtroppo illusorio, dal momento che al termine del campionato quella squadra, pur molto accreditata sulla carta, non riiuscì a tornare in serie A e iniziò una lunga serie di tornei anonimi e privi di soddisfazioni per il popolo granata. La tradizione positiva contro i grigi, però, si consolidò anche nel torneo successivo: 2-0 che condannò i piemontesi alla retrocessione, un po' come accaduto qualche anno prima. La tradizione negativa dell'Alessandria si interruppe nel 1954: al Vestuti, come sempre gremito in ogni ordine di posto e su un campo ridotto in pessime condizioni, finì 1-1 grazie ai gol di  Campagnoli e Massagrande.

Sempre in quell'anno arrivò la prima sconfitta in assoluto. Al termine di una gara giocata in un clima surreale e contraddistinta dal ricordo delle 300 vittime dell'alluvione che flagellò la città di Salerno, (con la Federazione costrertta a rinviare di tre settimane il match anche spinta dalle indicazioni dell'amministrazione comunale dell'epoca), i grigi vinsero per 2-1 invalidando il gol al 12' di Dini che sembrava far presagire l'ennesimo successo del cavalluccio marino sui piemontesi, graziati dalla traversa in zona Cesarini e dalle numerose parate del portiere.  Nelle ultime due gare al Vestuti una vittoria e una sconfitta: 1-0 nel 1955 (anno della retrocessione, fu la prima vittoria in campionato dopo un girone d'andata disastroso) e 1-2 nel 1967.

Sarri imbattuto a Salerno, ma che arbitraggi!

Due partite all'Arechi, entrambe molto discusse e combattute. Era la "Salernitana degli eroi" e in regular season i campani avevano bisogno di battere quella che era stata l'autentica rivelazione del campionato di C1 assieme al Gubbio. Vantaggio lampo di Fabinho con un gran destro dai 20 metri, pareggio di Scappini favorito da una errata chiusura della difesa di casa, poco prima aiutata dal palo. Nella ripresa, pur non avendo giocato con i soliti ritmi alti, i padroni di casa protestarono a lungo per la mancata concessione di un rigore nettissimo per fallo di Cammaroto su Aurelio lanciato a rete: Irrati lasciò proseguire tra lo stupore dei 9mila dell'Arechi. Nei play off altro 1-1, maturato in 11 contro 9: l'Alessandria, per nulla intimorita dai 22mila presenti, guidata da Sarri fece un figurone nel primo tempo e passò in vantaggio con Martini, bravo ad anticipare Caglioni in uscita e a depositare il pallone in fondo al sacco. 

Le espulsioni di Pucino (attuale difensore granata) e Barbagli favorirono la rimonta targata ancora una volta Fabinho, bravo a beffare Servili con un colpo di testa da posizione defilata. A nulla valse l'assedio finale, agevolato dalla spinta incessante di tutto lo stadio; uno strepitoso Servili riuscì a farsi perdonare volando all'incrocio su Carrus prima e Montervino poi blindando un pareggio che fece festeggiare tutta Alessandria. Peccato, però, che al "Moccagatta" fu ribaltato ogni pronostico....

Gaetano Ferraiuolo