Benevento

Molti si chiederanno perchè la sfida tra Benevento e Vastese non si sia chiusa con una goleada così come imponeva il divario di categoria. Di motivi ce ne sono tanti. Il primo è il caldo infernale di questi giorni, nei quali giocare una partita sia pure amichevole (e sia pure al mare..) alle cinque del pomeriggio è da pazzi. Abbiamo visto volti stravolti dalla fatica, giocatori chiamati alle interviste del dopo-partita chiedere un attimo di tempo per trovare il fiato. Il secondo sono gli esperimenti (giusti) di Baroni, che ha scelto di far giocare chi finora lo aveva fatto di meno ed ha mischiato un po' le carte. Quasi un "Benevento 2" e non si può chiedere ai giallorossi di avere già la mentalità di squadra, se ci si conosce appena. C'è anche un altro motivo: ed è la scarsa mira degli avanti giallorossi, soprattutto Puscas e Ciciretti, che pure la loro parte l'hanno fatta. Il centravanti rumeno ha firmato un gran gol, il "Cicero" ha regalato a Gravillon la palla del 2 a 1 con una genialata delle sue (colpo di tacco volante). Ma davanti al portiere avversario hanno sbagliato più del dovuto. Colpa della scarsa lucidità, c'è da capirli. Non dimentichiamoci che in mattinata Baroni aveva fatto sostenere un pesante allenamento sulla forza. Non poteva chiedere di più ai suoi.  Insomma la sfida di Vasto poteva solo servire a capire una volta di più che i tifosi del Benevento sono pronti a seguire la strega dovunque, figuriamoci in una loro colonia balneare. E allora nessuna sorpresa se l'amichevole in riva all'Adriatico è finita solo 3 a 1: di questi tempi capita e ai tecnici serve più capire le potenzialità dei propri giocatori che fare scorpacciata di goleade. Il Benevento attende le sfide ufficiali per far vedere di che pasta è fatto. Aspettando il lavoro di sintesi dell'allenatore e qualche altro rinforzo.

f.s.