Benevento

Una compagna, due figli ed un regolare permesso di soggiorno nel nostro Paese. Abita da un paio di anni a Benevento, dove ha fin qui svolto lavori saltuari, Paulo Francisco da Silva (avvocato Antonio Bruno Romano), il 37enne di nazionalità brasiliana sottoposto a fermo di polizia giudiziaria - vedi altro servizio- come indiziato del tentato omicidio (per  lui anche le ipotesi di reato di rapina e sequestro di persona) di Roberto Azzurro, 53 anni, l'artista di origini napoletane, anch'egli residente nel capoluogo sannita, rinvenuto lungo la statale 372, nei pressi dello svincolo di Paupisi, accoltellato alla gola. E' ricoverato al Rummo, le sue condizioni sono migliorate.

Una persona molto conosciuta, tante le manifestazioni di solidarietà nei suoi confronti, inclusa quella dell'Arcigay di Napoli, per una storia, per fortuna non sfociata nel dramma, di cui vanno definiti i contorni. Della quale Paulo è ritenuto il presunto responsabile. Lui comprende l'italiano, una lingua nella quale però si esprime con qualche difficoltà. Avrebbe sostenuto di non conoscere la vittima, sulla cui auto, però, viaggiava in direzione di Roma quando è stato bloccato. Inoltre, avrebbe spiegato di esersi trovato per caso da quelle parti e di aver visto una terza persona aggredire il malcapitato.

Un dato, quello della scomparsa della macchina di Azzurro, che aveva inizialmente fatto pensare ad una rapina. Un'ipotesi accanto alla quale, nelle ore successive, se ne sono aggiunte altre, anche con una matrice passionale, ora al vaglio degli inquirenti.

Sul caso sono impegnati il pm Francesa Saccone ed i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale, con l'obiettivo di ricostruire ogni fase della vicenda. Stabilendo se tutto sia accaduto lì dove è stato trovato il 53enne, o altrove; e cosa abbia scatenato la scelta di colpire Azzurro, arrivato in codice rosso al Rummo. L'epilogo di una lite? E perchè? Domande allle quali Paulo potrebbe offrire  le sue risposte quando, in carcere, comparirà dinanzi al Gip.

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