Per la stabilizzazione dei precari della sanità è necessaria un'iniziativa legislativa nazionale. E' questo il pensiero della Uil di Benevento, dopo il varo del Dpcm per la stabilizzazione dei precari. Decreto, che però, prevede numerosi limiti, e dunque non si estende a tutto il personale precario come spiega il segretario Uil Fp, Antonio Pagliuca: "
La Uil Federazione Poteri Locali di Benevento comunica di aver ricevuto dal Ministero della Salute la comunicazione che è stato avviato alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale il Decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm) per la stabilizzazione del personale precario in sanità e per la proroga dei contratti in essere. Si tratta del provvedimento che era stato previsto nel decreto legge n. 101 del 2013, nella parte relativa alle procedure speciali per la stabilizzazione del personale precario, per dare risposte alla specificità del settore sanitario, sia per la tipologia dei servizi prestati che per margini di maggiore autonomia delle regioni nell’articolazione della spesa per il personale, sia pure nell’ambito dei vincoli di bilancio. Nel dicembre 2013 Sindacato e Ministero della Salute avevano condiviso la necessità di stabilizzare tutti i precari, quantificati all’epoca approssimativamente in 35.000, seguendo la via di:
• un DPCM che richiamasse le norme specifiche sulle facoltà assunzionali delle regioni (sia quelle rispettose dei vincoli che quelle in piano di rientro);
• una direttiva alle regioni che indicava la possibilità di prorogare fino al 31.12.2016 (termine ora prorogato al 31.12,.2018) il contratto di tutti i precari;
• l’avvio di modifiche legislative per rimuovere gli ostacoli alla stabilizzazione anche dei co.co.co. e di tutti i precari, pure nelle regioni soggette a piano di rientro.
Purtroppo il DPCM, dopo le modifiche imposte dal MEF, è stato ricondotto ai vincoli generali previsti dalla normativa nazionale, limitando così a monte il numero delle stabilizzazioni effettuabili e quello delle proroghe. Né a tutt’oggi il Ministero della salute, pur ammettendo l’insufficienza del DPCM, ha proposto iniziative legislative idonee a superarla. Per questi motivi se da una parte salutiamo con favore la possibilità di dare finalmente certezze a tanti operatori che da anni lavorano in condizione di precarietà nei nostri servizi, non possiamo tacere la valutazione negativa delle lacune che il Dpcm mostra. Saremo quindi ora impegnati su due fronti:
- la proroga dei contratti in essere e del rapido avvio delle procedure concorsuali attualmente possibili in base al DPCM;
- ottenere l’adozione delle modifiche legislative necessarie a garantire il completamento del percorso di stabilizzazione.
“Se per superare i vincoli che attualmente impediscono la stabilizzazione di tutto il personale precario, compreso quello con rapporti di lavoro flessibili e atipici è necessaria una iniziativa legislativa la si faccia subito. Ma nel frattempo deve essere garantita la continuità dei servizi e dell’occupazione”, dichiara Antonio Pagliuca, segretario responsabile della Uil Fpl sannita. “Chiediamo quindi subito – conclude Pagliuca – un’indicazione chiara affinché vengano prorogati fino al 31.12.2018 tutti i contratti in essere in tutte le regioni, comprese quelle soggette a piano di rientro”.
Redazione