Sono sei le perquisizioni eseguite dalla Squadra mobile, su ordine del sostituto procuratore Miriam Lapalorcia, nell'inchiesta sull'omicidio di Antonio Parrella, 32 anni, morto al Rummo per una devastante emorragia cerebrale causata dai colpi – pugni e calci - ricevuti durante una festa di compleanno in un ristorante a contrada Pino.
La 'visita' degli agenti del vicequestore Emanuele Fattori, conclusa con il sequestro di telefonini, tablet e capi di abbigliamento, ha riguardato in particolare, per un'ipotesi di reato di favoreggiamento, alcuni degli invitati al ricevimento sfociato, poi, nel dramma. Si tratta di Corrado Sparandeo, 31 anni, Silvio Sparandeo, 27 anni, Vincenzo Piscopo, 59 anni, Giovanni Piscopo, 36 anni, Michele Meoli, 26 anni, Gianluca Peluso, 26 anni, di Benevento, difesi, tra gli altri, dagli avvocati Nazzareno Fiorenza, Gerardo Giorgione, Maria Cristina Caracciolo e, d'ufficio, Alberto Mazzeo, Angela De Nusco, Carmen Gerarda Vetrone, Alfredo Lo Pilato e Annalisa Cogliani.
Tutti gli indagati sono stati 'avvisati' per consentire loro l'eventuale nomina di un proprio specialista che partecipi agli accertamenti tecnici disposti, sul materiale sequestrato, dal Pm, che, mercoledì, affiderà l'incarico ad un consulente. Un appuntamento, quello dinanzi al magistrato titolare dell'attività investigativa, che ovviamente riguarda anche Umberto Sferruzzi (avvocato Antonio Leone), 28 anni, di Benevento, in carcere dal 28 luglio con l'accusa di omicidio aggravato dai futili motivi.
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