di Andrea Fantucchio
Un'estate infernale per utenti e autisti dei bus Sita ad Avellino e non c'entra solo il caldo torrido. Da quando sono state istallate le giostre a parco Santa Rita, lo stazionamento dei bus è stato spostato a via Tuoro Cappuccini poco distante dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie. E così rimarrà fino al 29 agosto.
Una soluzione che, come accade da cinque anni a questa parte, ha creato non poche polemiche.
Gli utenti devono aspettare i bus sotto il sole che picchia senza poter usufruire delle pensiline. Abbiamo incontrato più di un anziano e possiamo assicurarvi che sono allo stremo.
VITA DA AUTISTA
Non va bene neppure agli autisti che devono lavorare in condizioni a limite anche a causa del gran caldo. In primo luogo, durante le soste, sono costretti ad espletare i propri bisogni anche all'aperto perché intorno non ci sono bagni pubblici e bar nei quali potersi fermare. E spesso la fontana più vicina è quella della chiesa ma, con le interruzioni idriche di questi giorni, sciacquarsi significa affrontare un calvario stremante a causa delle temperature elevate.
Inoltre non mancano le proteste dei residenti intorno al luogo dello stazionamento temporaneo scelto dai bus. C'è chi si lamenta per i mezzi che sono in moto.
Disagio inevitabile in quanto per ragioni tecniche gli autisti devono testare il mezzo per qualche minuto prima di farlo partire.
Che altro?
POTEVA ESSERE EVITATO TUTTO
Beh, come capita in tante zone di Avellino, le aree di sosta a via Tuoro Cappuccini sono un'utopia e così gli autisti sono spesso costretti a manovre complicate per evitare gli incidenti.
Aggiungeteci il caldo infernale che non dà tregua e capirete quanto i lavoratori stiano soffrendo in questo periodo. Dopotutto sarebbe stato sufficiente accogliere la proposta dei sindacati: spostare temporaneamente lo stazionamento di Parco Santa Rita a Piazza Macello o comunque in un luogo non isolato. Il Comune avrebbe potuto insomma spingere per una soluzione diversa. Così da permettere ai giostrai, che in questa storia davvero non hanno colpe, di svolgere il proprio lavoro senza per questo penalizzare utenti e addetti ai lavori dei bus.
Ora si pagano le conseguenze di quella scarsa lungimiranza.