di Luciano Trapanese

Ma siete davvero sicuri che l'emergenza migranti sia davvero un'emergenza? Che cioè siamo invasi – con il benestare di chi ci governa – da orde di africani che sbarcano a ritmo continuo sulle nostre coste? A chiederlo in giro sembrerebbe di sì. A sentire i politici (ormai di ogni estrazione), pure. Eppure non è così.

Quest'anno sono sbarcate (dato ufficiale aggiornato ad agosto), 118.911 persone.

Sono tante? O meglio, tante più dello scorso anno? Non proprio, anzi. Nel 2016 – anno record – in Italia sono approdati dalle coste libiche 362.753 persone. Anche in proiezione molti di più.

Ma la percezione resta sempre la stessa: una invasione.

E come scrive Fabio Cancellato su “Linkiesta” non è neppure vero che in Europa siamo gli unici a occuparci dei profughi. Soli in un continente egoista (come pure la vulgata politica e popolare sostiene).

La Germania nel solo 2016 ne ha accolti sei volte più dell'Italia (ma questo si sapeva). Il punto è che nella classifica – rispetto al numero di abitanti – siamo dietro ad Austria, Grecia, Malta, Lussemburgo, Cipro, Islanda, Ungheria (!), Svezia e Bulgaria.

E allora, questa sindrome da invasione da dove nasce. Dalla paura del flusso senza fine? O dai timori alimentati da chi deve intascare un rendiconto elettorale?

O forse – e su questo nessuno ha dubbi – da un sistema di accoglienza che fa schifo?

Il punto è che la questione dovrebbe essere affrontata con razionalità. Logica, visione, capacità organizzativa. Alimentare una paura perenne è inutile. E soprattutto impedisce di mettere a regime un sistema efficiente ed efficace.

Ora sembra che i flussi siano drasticamente diminuiti dopo gli accordi libici (diremo che è una cosa buona, ma sarà la storia a giudicarci, soprattutto se il Mediterraneo diventerà un cimitero e in Libia saranno commessi – come già accade – efferati crimini contro l'umanità).

Ora bisogna mettere a posto l'accoglienza. Smantellare la vergogna dei Cas, aumentare drasticamente il numero degli Sprar. Dare un senso a chi in Italia già c'è e dimostra che ha i requisiti per restarci. Dare una chance a chi in Italia è arrivato ma vorrebbe raggiungere un altro Paese europeo. E mettere a fine a questa parodistica storia dell'invasione (è così visti i numeri).

Anche perché la percezione comune è che via i migranti i problemi italiani poi troveranno soluzione. Non è così, e lo sapete bene. L'Italia ha questioni purtroppo ben più serie e incancrenite dell'accoglienza di due, trecentomila profughi. Chiedete ai nostri giovani, ai 50enni che hanno perso il lavoro, e ai 40enni che non riceveranno mai una pensione. E questo solo per restare sull'occupazione... Poi ci sono le mafie, la corruzione, il dissesto idrogeologico, una burocrazia kafkiana, infrastrutture a pezzi, comuni falliti o in via di fallimento, parassitismo a tutti i livelli... Ma la lista è lunga...