<<Il mio vice? Manca da tanti anni>> disse Luigi Vitale nel corso di una conferenza stampa in ritiro, ammettendo che l'anno scorso, pur essendo ben lieto di giocare con continuità, poteva essere utile a tutti avere in rosa un alter ego che potesse dargli il cambio nei momenti di maggiore stanchezza. Quello del terzino, soprattutto nel calcio moderno e per chi adotta il 4-3-3, è un ruolo delicatissimo, fondamentale, forse imprescindibile e purtroppo, in un calcio tecnicamente modesto come quello di oggi, è raro trovare quei calciatori in grado di abbinare le due fasi e di riuscire a recuperare palloni garantendo, allo stesso tempo, cross precisi per gli attaccanti. Salerno ne ricorda un paio in particolare: "cavallo pazzo" Claudio Grimaudo, che di chilometri sulla fascia ne ha macinati centinaia e centinaia, e soprattutto Vittorio Tosto, il più forte in assoluto ad aver calcato il manto erboso dell'Arechi negli anni forse più belli e gloriosi del calcio salernitano.
Nell'era Lotito-Mezzaroma le cose non sono andate benissimo da questo punto di vista. In D mister Perrone fu costretto ad adattare un centrale come Calori non fidandosi in pieno dei vari Avagliano, Chirieletti e Maglione, negli anni sono passate per Salerno meteore come Luciani, Pasqualini, Rizzi e Giacomini che non hanno avuto fortuna, Piva non ha mai riscosso la simpatia popolare pur avendo sempre messo a disposizione del gruppo grande professionalità, mentre Alessio Cristiano Rossi fu inesorabilmente bocciato da Perrone pur essendo in possesso di doti fuori categoria per un ragazzo così giovane. Con Scalise, nel 2013-14, il problema fu parzialmente risolto, ma la Salernitana 2014-15 resterà nella storia per aver vinto il torneo di Prima Divisione con un solo terzino destro in organico, quel Riccardo Colombo che disputò una stagione meravigliosa garantendo cross, assist, gol e attaccamento alla maglia.
Quante meteore negli ultimi anni!
Nel primo anno di B, tuttavia, proprio gli esterni bassi rappresentarono il punto debole della Salernitana. Franco e Colombo patirono il salto di categoria e calarono di rendimento anche a causa di problemi muscolari, Pollace giocò- e male- una sola partita su 44 ufficiali (play out compresi), la media voto di Rossi non superava il 4,5 e a gennaio le cose andarono ancora peggio con Luca Ceccarelli,arrivato a Salerno tra mille aspettative, ma in evidente ritardo di condizione dopo la lunga inattività. L'anno scorso, invece, alti e bassi: Laverone doveva essere il boom a destra, ma alla lunga è stato accantonato sia da Sannino, sia da Bollini, a sinistra Vitale si è ben comportato, ma alla lunga è calato fisicamente perchè non c'era in rosa una valida alternativa sull'out mancino. Per Bittante vale lo stesso discorso fatto per Ceccarelli: trattativa lunga, soddisfazione totale al momento dell'acquisto, ma innumerevoli errori e un ritorno ad Empoli senza troppi rimpianti.
Con l'arrivo di Asmah, almeno sulla carta, quest'anno la Salernitana è a posto: a destra ci sono Perico e Pucino, due terzini con caratteristiche diverse e che possono tornare utili alla causa, senza dimenticare che Tuia si può adattare all'occorrenza. A sinistra, oltre a Vitale, ecco un giovane affamato di riscatto dopo l'esperienza non propriamente positiva di Avellino e che si giocherà le sue carte con un allenatore da sempre molto bravo a valorizzare gli under. Con un Zito in più nel motore che, in caso di necessità, sarebbe a disposizione sia nella difesa a quattro, sia con il 3-5-2. A loro il compito di ripagare la fiducia della società, con la speranza che, dopo anni, il problema terzini sia finalmente risolto.
Gaetano Ferraiuolo